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è approdata alla Duma (camera dei deputati) la proposta di cancellare la moratoria sulla pena di morte in vigore nel Paese dal 1996
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' approdata alla Duma (camera dei deputati) la proposta di cancellare la moratoria sulla pena di morte in vigore nel Paese dal 1996.
Per affrontare la questione ' stato costituito uno speciale gruppo di lavoro, secondo quanto riferito all'agenzia Itar-Tass da Lyubov Sliska, vicepresidente dell'assemblea ed esponente del centrista partito putiniano Russia Unita.
La ripresa dell'applicazione della pena capitale per i reati più gravi di terrorismo - ha detto la Vicepresidente - trova opinioni favorevoli in molti gruppi parlamentari.
La stessa Sliska, in precedenza contraria, dopo la strage di bambini a Beslan si Eè detta favorevole a questa svolta.
Si tratterebbe di ''una misura di deterrenza'' per gli organizzatori, i finanziatori e gli esecutori delle azioni terroristiche.
Ha ammesso che vi sarebbe ''qualche protesta in Europa occidentale'', tuttavia si Eè dichiarata convinta che ''la leadership russa non debba curarsi troppo dei governi europei, ma pensare a risolvere i propri problemi.
Negli Usa del resto - ha continuato la Sliska - la pena capitale funziona da molto tempo e le pene sono state ulteriormente irrigidite dopo l'11 settembre, mentre in Europa nessuno strepita''.
L'ultima parola sul ritorno del boia spettera' in ogni caso al presidente Vladimir Putin. La moratoria, adottata dalla Russia nel '96 al momento del suo ingresso nel Consiglio d'Europa, dipende infatti da un decreto presidenziale firmato all'epoca da Boris Eltsin e poi confermato dallo stesso Putin.
Il Parlamento tuttavia non ha mai tradotto questo decreto in una legge di abolizione della pena di morte.
Da sempre favorevoli al ripristino della pena capitale sono sia i comunisti che i gruppi nazionalistici, ma negli ultimi tempi si sono moltiplicate le adesioni anche di esponenti moderati legati alla maggioranza centrista putiniana.
Il Presidente - prima dei recenti fatti di terrorismo - aveva da parte sua ribadito di essere contrario alla pena capitale.
Per affrontare la questione ' stato costituito uno speciale gruppo di lavoro, secondo quanto riferito all'agenzia Itar-Tass da Lyubov Sliska, vicepresidente dell'assemblea ed esponente del centrista partito putiniano Russia Unita.
La ripresa dell'applicazione della pena capitale per i reati più gravi di terrorismo - ha detto la Vicepresidente - trova opinioni favorevoli in molti gruppi parlamentari.
La stessa Sliska, in precedenza contraria, dopo la strage di bambini a Beslan si Eè detta favorevole a questa svolta.
Si tratterebbe di ''una misura di deterrenza'' per gli organizzatori, i finanziatori e gli esecutori delle azioni terroristiche.
Ha ammesso che vi sarebbe ''qualche protesta in Europa occidentale'', tuttavia si Eè dichiarata convinta che ''la leadership russa non debba curarsi troppo dei governi europei, ma pensare a risolvere i propri problemi.
Negli Usa del resto - ha continuato la Sliska - la pena capitale funziona da molto tempo e le pene sono state ulteriormente irrigidite dopo l'11 settembre, mentre in Europa nessuno strepita''.
L'ultima parola sul ritorno del boia spettera' in ogni caso al presidente Vladimir Putin. La moratoria, adottata dalla Russia nel '96 al momento del suo ingresso nel Consiglio d'Europa, dipende infatti da un decreto presidenziale firmato all'epoca da Boris Eltsin e poi confermato dallo stesso Putin.
Il Parlamento tuttavia non ha mai tradotto questo decreto in una legge di abolizione della pena di morte.
Da sempre favorevoli al ripristino della pena capitale sono sia i comunisti che i gruppi nazionalistici, ma negli ultimi tempi si sono moltiplicate le adesioni anche di esponenti moderati legati alla maggioranza centrista putiniana.
Il Presidente - prima dei recenti fatti di terrorismo - aveva da parte sua ribadito di essere contrario alla pena capitale.
— FONTI
- (Fonti: ANSA, 10/09/2004)
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