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due importanti organizzazioni statunitensi hanno espresso preoccupazione per le esecuzioni dei malati di mente.

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due importanti organizzazioni statunitensi hanno espresso preoccupazione per le esecuzioni dei malati di mente.
L’associazione Famiglie delle Vittime di Omicidio per i Diritti Umani (MVFHR) e l’Alleanza Nazionale per le Malattie Mentali (NAMI), stanno tentando, attraverso processi e strumenti legislativi, di porre fine alle esecuzioni dei criminali affetti da malattie mentali.
Nonostante nel caso Atkins v. Virginia del 2002, la Corte Suprema abbia dichiarato incostituzionale l’esecuzione di “ritardati mentali”, l’applicazione di tale decisione è tutt’oggi messa a dura prova.
Earl Berry è stato giustiziato il 21 maggio scorso in Mississipi nonostante i suoi avvocati avessero dimostrato che soffriva di una malattia mentale.
La decisione della Corte Suprema nel caso Atkinks v. Virginia non si estende ai casi di malattie mentali che non si traducono in un vero e proprio ritardo.
Ad esempio Troy Kunkle è stato giustiziato in Texas nel 2005 nonostante soffrisse di schizzofrenia.
Molteplici organizzazioni legali e mediche, tra le quale la American Bar Association, hanno approvato delle delibere contro le esecuzioni dei malati di mente.
FONTI
  • (Fonti: World Coalition Against the Death Penalty, 28/05/2008)