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AFGHANISTAN·PENA DI MORTE·6 NOVEMBRE 2007·1 MIN DI LETTURA

dopo l’inizio della fucilazione, in Afghanistan...

dopo l’inizio della fucilazione, in Afghanistan...

dopo l’inizio della fucilazione, in Afghanistan, ci sono voluti altri cinque minuti per uccidere l’ultimo dei 15 condannati a morte giustiziati. Scontrandosi l’uno con l’altro, bendati nel buio, incappucciati, incatenati e con le manette, alcuni di loro sono sopravvissuti dopo la fucilazione perpetrata dai 10 membri del plotone.
Ma alla fine l’ultimo colpo di grazia è stata inferto. Nel caos generale, Timur Shah, forse il più noto criminale del paese, condannato per omicidio, sequestro e stupro, è riuscito a fuggire.
“Si è trattato di una grottesca scimmiottatura della giustizia,” ha detto Sam Zia-Zarifi di Human Rights Watch.
“E’ stato crudele e disumano. I sistemi legali anche delle nazioni più ricche sono incapaci di assicurare la giustizia quando si tratta di pena capitale. Certamente non lo è l’Afghnistan.”
La carneficina è avvenuta il 7 ottobre alle nove e mezza di sera a Kabul. Timur Shah è fuggito con la complicità di guardie corrotte.
Un 16mo uomo è sopravvissuto, nascosto tra i prigionieri del noto carcere di Policharki.
I corpi dei giustiziati erano così terribilmente mutilati che in alcuni casi è stato impossibile identificarli.
— FONTI
  • (Fonti: Times Online, 06/11/2007)