Dalle 15
Dalle 15
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Dalle 15.000 alle 20.000 persone sono state riunite nella citt� di Aden per assistere all'esecuzione di tre uomini: 'Abd al-Wareth Saleh Ahmad, Khaled Yahya 'Abdullah al-Yami e Nasser Muhammad Hiba.
Il primo era stato condannato per aver stuprato e ucciso nel luglio 2000 un bambino di sei anni, Saber 'Ali Ahmad; gli altri due erano stati condannati per aver rapito, stuprato e poi ucciso nel dicembre 1997 un bambino di sei anni, Mazen Ahmad Qahtan Murshed. Macchine della polizia hanno condotto i prigionieri sul luogo dell'esecuzione.
Erano accompagnate da un'ambulanza con un dottore che avrebbe fatto parte del team dell'esecuzione.
E' toccato prima a Khaled Yahya 'Abdullah al-Yami. Dopo aver letto la sentenza, il giudice gli ha chiesto se aveva un'ultima dichiarazione da fare. Risposto di no, l'uomo � stato fatto stendere con la faccia a terra tra sacchetti di sabbia messi per evitare colpi di rimbalzo.
Il boia ha sparato tre colpi mirando a un segno tracciato dal medico sul corpo del condannato.
Esaminatolo, il dottore ha scoperto che era ancora vivo e, quindi, ha ordinato di sparare un quarto colpo.
Il boia ne ha sparati due, dopo di che il medico lo ha dichiarato morto.
Poi � toccato agli altri due prigionieri, Nasser Muhammad Hiba Fatli e Abdel Warith Salah, i quali sono stati giustiziati allo stesso modo. Donne della famiglia dei due bambini uccisi hanno, secondo quanto riportato dal giornale Al-Ayyam, "mostrato la loro contentezza lanciando i loro tipici suoni gutturali".
La partecipazione di medici alle esecuzioni � in aperta contraddizione con i principi professionali fissati, ad esempio, dalla World Medical Association nella risoluzione adottata nel 2000 dove � scritto che "� immorale per un medico rientrare nella procedura della pena di morte, in qualsiasi modo o grado del procedimento che porta all'esecuzione".
Il primo era stato condannato per aver stuprato e ucciso nel luglio 2000 un bambino di sei anni, Saber 'Ali Ahmad; gli altri due erano stati condannati per aver rapito, stuprato e poi ucciso nel dicembre 1997 un bambino di sei anni, Mazen Ahmad Qahtan Murshed. Macchine della polizia hanno condotto i prigionieri sul luogo dell'esecuzione.
Erano accompagnate da un'ambulanza con un dottore che avrebbe fatto parte del team dell'esecuzione.
E' toccato prima a Khaled Yahya 'Abdullah al-Yami. Dopo aver letto la sentenza, il giudice gli ha chiesto se aveva un'ultima dichiarazione da fare. Risposto di no, l'uomo � stato fatto stendere con la faccia a terra tra sacchetti di sabbia messi per evitare colpi di rimbalzo.
Il boia ha sparato tre colpi mirando a un segno tracciato dal medico sul corpo del condannato.
Esaminatolo, il dottore ha scoperto che era ancora vivo e, quindi, ha ordinato di sparare un quarto colpo.
Il boia ne ha sparati due, dopo di che il medico lo ha dichiarato morto.
Poi � toccato agli altri due prigionieri, Nasser Muhammad Hiba Fatli e Abdel Warith Salah, i quali sono stati giustiziati allo stesso modo. Donne della famiglia dei due bambini uccisi hanno, secondo quanto riportato dal giornale Al-Ayyam, "mostrato la loro contentezza lanciando i loro tipici suoni gutturali".
La partecipazione di medici alle esecuzioni � in aperta contraddizione con i principi professionali fissati, ad esempio, dalla World Medical Association nella risoluzione adottata nel 2000 dove � scritto che "� immorale per un medico rientrare nella procedura della pena di morte, in qualsiasi modo o grado del procedimento che porta all'esecuzione".
— FONTI
- (Fonti: Al-Ayyam, 21/11/2002)
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