Dai tempi di san Pietro all'attuale regno di Papa Giovanni...
Dai tempi di san Pietro all'attuale regno di Papa Giovanni Paolo II, non vi è traccia negli archivi del Vaticano del fatto che la Chiesa Cattolica abbia una dottrina riguardo alla pena di morte
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Dai tempi di san Pietro all'attuale regno di Papa Giovanni Paolo II, non vi è traccia negli archivi del Vaticano del fatto che la Chiesa Cattolica abbia una dottrina riguardo alla pena di morte. Perché allora il Papa e i vescovi sono così palesemente contrari alla pena di morte in quei Paesi in cui è ancora in vigore?
La ragione per cui la Chiesa Cattolica è talmente contraria alla pena di morte si fonda ovviamente sulla posizione presa da Papa Giovanni Paolo II contro di essa. Nella sua enciclica "Evangelium Vitae", il Papa dichiara che le società "non dovrebbero arrivare al punto di giustiziare i colpevoli tranne che in caso di assoluta necessità; in altre parole, nel caso in cui non è possibile difendere la società in altro modo". Nella predica da lui pronunciata al Trans World Dome a St. Louis, Missouri, il 27 gennaio 1999, il papa ha dichiarato che "La dignità della vita umana non deve mai essere messa da parte, nemmeno nel caso di chi ha commesso azioni malvagie". In quella stessa omelia, il Papa ha dichiarato che la pena di morte deve essere abolita perché è "crudele e non necessaria".
Ma esiste una dottrina della Chiesa Cattolica contro la pena di morte in conseguenza delle dichiarazioni di Giovanni Paolo II? No, non esiste una dottrina nella Chiesa cattolica contro la pena di morte. Nonostante la ferma posizione da lui presa e le sue dichiarazioni contro la pena di morte, il Papa non ha mai parlato a questo propostio "ex cathedra", ossia con l'autorità in fatto di fede e morale alla quale tutti i religiosi e i laici devono obbedire e che devono rispettare come dottrina della Chiesa pena la scomunica. Se andiamo indietro nel tempo, notiamo che il Catechismo del Concilio di Trento (1545-1563) espressamente stabilì che "l'uso di questo potere, lontano dal riguardare il reato di omicidio, è un atto di obbedienza suprema a questo (quinto) comandamento che vieta di uccidere". Il cardinale Avery Dulles, teologo degli Stati Uniti, prima di ricevere la berretta cardinalizia aveva scritto che "il magistero cattolico non ha, e non ha mai, rivendicato una generica abolizione della pena di morte. Non esistono dichiarazioni ufficiali di papi o vescovi, sia nel presente che nel passato, che negano il diritto dello Stato di giustizare i colpevoli ... Così come il Papa i vescovi (statunitensi) non condannano genericamente la pena capitale ... Giungendo a questa conclusione prudenziale, il magistero non cambia la dottrina della Chiesa. La dottrina rimane quella che è sempre stata: che lo Stato, in linea di principio, ha il diritto di imporre la condanna a morte a chi è stato giudicato colpevole di gravi crimini ... Dunque il principio lascia aperta la questione del se e quando la pena di morte si debba applicare.
Come si deve allora intendere la posizione presa dal Papa sulla pena di morte se non è una dottrina della Chiesa? Semplicemente come un "giudizio prudenziale" e non come una dottrina. Dunque sono ancora aperte le discussioni e i dibattiti. I laici e i religiosi sono investiti di un permesso canonico simile a un "diritto costituzionale" di aderire o di non aderire apertamente o di far notare al Papa, ai cardinali, agli arcivescovi, ai vescovi, ai preti e ai parroci o a qualunque cattolico i legittimi insegnamenti della Chiesa.
La ragione per cui la Chiesa Cattolica è talmente contraria alla pena di morte si fonda ovviamente sulla posizione presa da Papa Giovanni Paolo II contro di essa. Nella sua enciclica "Evangelium Vitae", il Papa dichiara che le società "non dovrebbero arrivare al punto di giustiziare i colpevoli tranne che in caso di assoluta necessità; in altre parole, nel caso in cui non è possibile difendere la società in altro modo". Nella predica da lui pronunciata al Trans World Dome a St. Louis, Missouri, il 27 gennaio 1999, il papa ha dichiarato che "La dignità della vita umana non deve mai essere messa da parte, nemmeno nel caso di chi ha commesso azioni malvagie". In quella stessa omelia, il Papa ha dichiarato che la pena di morte deve essere abolita perché è "crudele e non necessaria".
Ma esiste una dottrina della Chiesa Cattolica contro la pena di morte in conseguenza delle dichiarazioni di Giovanni Paolo II? No, non esiste una dottrina nella Chiesa cattolica contro la pena di morte. Nonostante la ferma posizione da lui presa e le sue dichiarazioni contro la pena di morte, il Papa non ha mai parlato a questo propostio "ex cathedra", ossia con l'autorità in fatto di fede e morale alla quale tutti i religiosi e i laici devono obbedire e che devono rispettare come dottrina della Chiesa pena la scomunica. Se andiamo indietro nel tempo, notiamo che il Catechismo del Concilio di Trento (1545-1563) espressamente stabilì che "l'uso di questo potere, lontano dal riguardare il reato di omicidio, è un atto di obbedienza suprema a questo (quinto) comandamento che vieta di uccidere". Il cardinale Avery Dulles, teologo degli Stati Uniti, prima di ricevere la berretta cardinalizia aveva scritto che "il magistero cattolico non ha, e non ha mai, rivendicato una generica abolizione della pena di morte. Non esistono dichiarazioni ufficiali di papi o vescovi, sia nel presente che nel passato, che negano il diritto dello Stato di giustizare i colpevoli ... Così come il Papa i vescovi (statunitensi) non condannano genericamente la pena capitale ... Giungendo a questa conclusione prudenziale, il magistero non cambia la dottrina della Chiesa. La dottrina rimane quella che è sempre stata: che lo Stato, in linea di principio, ha il diritto di imporre la condanna a morte a chi è stato giudicato colpevole di gravi crimini ... Dunque il principio lascia aperta la questione del se e quando la pena di morte si debba applicare.
Come si deve allora intendere la posizione presa dal Papa sulla pena di morte se non è una dottrina della Chiesa? Semplicemente come un "giudizio prudenziale" e non come una dottrina. Dunque sono ancora aperte le discussioni e i dibattiti. I laici e i religiosi sono investiti di un permesso canonico simile a un "diritto costituzionale" di aderire o di non aderire apertamente o di far notare al Papa, ai cardinali, agli arcivescovi, ai vescovi, ai preti e ai parroci o a qualunque cattolico i legittimi insegnamenti della Chiesa.
— FONTI
- (Fonti: thefreeman.com, 10/09/2004)
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