COREA DEL SUD: CONDANNA A MORTE COMMUTATA IN ERGASTOLO
una corte d’appello sudcoreana ha commutato in ergastolo la condanna a morte emessa nei
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una corte d’appello sudcoreana ha commutato in ergastolo la condanna a morte emessa nei confronti di un uomo riconosciuto colpevole dello stupro e omicidio di una teenager.
Kim Kil-Tae, 33enne con precedenti per stupro, era stato condannato all’impiccagione lo scorso giugno per aver violentato e ucciso una ragazza di 13 anni, a febbraio nella città di Busan.
L’uomo aveva presentato appello, affermando di non avere alcuna memoria dei crimini commessi.
Un portavoce della Corte ha detto all’agenzia Afp che i test condotti su Kim non hanno evidenziato alcuna malattia mentale, tuttavia i giudici non sono certi che al momento del crimine l’uomo si trovasse in una normale condizione mentale. “Per questo motivo la sua punizione è stata ridotta ad ergastolo”.
La Corte ha confermato una precedente disposizione secondo cui Kim, in caso di rilascio, dovrà indossare per 20 anni un dispositivo elettronico di localizzazione.
L’uomo ha già scontato 11 anni di carcere per due stupri. Era stato rilasciato nel giugno 2009, tuttavia non gli era stato ordinato di indossare il dispositivo di localizzazione, dal momento che aveva commesso i crimini prima dell’entrata in vigore della relativa legge.
Kim Kil-Tae, 33enne con precedenti per stupro, era stato condannato all’impiccagione lo scorso giugno per aver violentato e ucciso una ragazza di 13 anni, a febbraio nella città di Busan.
L’uomo aveva presentato appello, affermando di non avere alcuna memoria dei crimini commessi.
Un portavoce della Corte ha detto all’agenzia Afp che i test condotti su Kim non hanno evidenziato alcuna malattia mentale, tuttavia i giudici non sono certi che al momento del crimine l’uomo si trovasse in una normale condizione mentale. “Per questo motivo la sua punizione è stata ridotta ad ergastolo”.
La Corte ha confermato una precedente disposizione secondo cui Kim, in caso di rilascio, dovrà indossare per 20 anni un dispositivo elettronico di localizzazione.
L’uomo ha già scontato 11 anni di carcere per due stupri. Era stato rilasciato nel giugno 2009, tuttavia non gli era stato ordinato di indossare il dispositivo di localizzazione, dal momento che aveva commesso i crimini prima dell’entrata in vigore della relativa legge.
— FONTI
- (Fonti: Afp, 15/12/2010)
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