Confermando una condanna a morte per omicidio, la Corte...
Confermando una condanna a morte per omicidio, la Corte Suprema della Corea del Sud, ha stabilito che la pena di morte è giustificata per crimini estremamente disumani
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Confermando una condanna a morte per omicidio, la Corte Suprema della Corea del Sud, ha stabilito che la pena di morte è giustificata per crimini estremamente disumani.
La Corte ha autorizzato l'esecuzione di un membro di un culto religioso, identificato come Ra, 62 anni, dal momento che l'uomo ha mostrato "disprezzo per la vita umana" uccidendo sei persone che si erano allontanate dalla sua religione.
"La decisione sta a significare che chi commette crimini brutali e disumani non verrà considerato un essere umano", ha detto un funzionario della Corte, aggiungendo che "in questi casi la pena di morte non va contro la Costituzione".
La Corte si è espressa mentre nel Paese è in corso un dibattito sull'abolizione della pena di morte.
Diversi parlamentari del partito di governo Uri stanno preparando un disegno di legge per l'abolizione della pena di morte.
Tra i parlamentari estensori del disegno di legge c'è Yoo Ihn-tae, che ha definito la pena di morte un "omicidio legalizzato".
Yoo Ihn-tae era tra i tredici studenti condannati a morte dalle corti marziali a metà degli anni '70, con l'accusa di voler rovesciare il governo del presidente Park Chung Hee.
Otto furono giustiziati a meno di 24 ore dalla condanna a morte.
La Commissione Nazionale per i Diritti Umani ha intenzione di esprimere una raccomandazione affinché la pena di morte venga presto abolita. La magistratura è invece contraria all'abolizione.
La Corte ha autorizzato l'esecuzione di un membro di un culto religioso, identificato come Ra, 62 anni, dal momento che l'uomo ha mostrato "disprezzo per la vita umana" uccidendo sei persone che si erano allontanate dalla sua religione.
"La decisione sta a significare che chi commette crimini brutali e disumani non verrà considerato un essere umano", ha detto un funzionario della Corte, aggiungendo che "in questi casi la pena di morte non va contro la Costituzione".
La Corte si è espressa mentre nel Paese è in corso un dibattito sull'abolizione della pena di morte.
Diversi parlamentari del partito di governo Uri stanno preparando un disegno di legge per l'abolizione della pena di morte.
Tra i parlamentari estensori del disegno di legge c'è Yoo Ihn-tae, che ha definito la pena di morte un "omicidio legalizzato".
Yoo Ihn-tae era tra i tredici studenti condannati a morte dalle corti marziali a metà degli anni '70, con l'accusa di voler rovesciare il governo del presidente Park Chung Hee.
Otto furono giustiziati a meno di 24 ore dalla condanna a morte.
La Commissione Nazionale per i Diritti Umani ha intenzione di esprimere una raccomandazione affinché la pena di morte venga presto abolita. La magistratura è invece contraria all'abolizione.
— FONTI
- (Fonti: joongangdaily.joins.com, 09/09/2004)
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