Con la revisione entrata in vigore il 22 febbraio 2001,...
Con la revisione entrata in vigore il 22 febbraio 2001, il Vaticano ha abolito la pena di morte dal testo della Legge Fondamentale, l'equivalente della costituzione, che risaliva al 1929, data di nascita del moderno stato del Vaticano
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Il Vaticano ha applicato la pena capitale fino al XIX secolo, sotto il papato di Pio IX, ma nessuna esecuzione è stata effettuata dal 1929.
La pena di morte, prevista tramite impiccagione, è stata abolita nel 1967 da Paolo VI ma rimaneva come previsione legittima nel testo del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Con Papa Giovanni Paolo II e la sua Enciclica Evangelium Vitae del 1995, il Vaticano è divenuto fortemente abolizionista.
Con la revisione entrata in vigore il 22 febbraio 2001, il Vaticano ha abolito la pena di morte dal testo della Legge Fondamentale, l’equivalente della costituzione, che risaliva al 1929, data di nascita del moderno Stato del Vaticano.
L’11 luglio 2013, Papa Francesco ha varato un’importante riforma della giustizia penale vaticana, che prevede tra l’altro l’abolizione dell’ergastolo, sostituito da una pena massima detentiva che va dai 30 ai 35 anni.
Nell’ottobre 2014, parlando ai delegati dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale, Papa Francesco ha definito l’ergastolo “una pena di morte nascosta” che dovrebbe essere abolita insieme alla pena capitale e ha aggiunto che tenere i detenuti isolati in carceri di massima sicurezza è “una forma di tortura”.
La pena di morte, prevista tramite impiccagione, è stata abolita nel 1967 da Paolo VI ma rimaneva come previsione legittima nel testo del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Con Papa Giovanni Paolo II e la sua Enciclica Evangelium Vitae del 1995, il Vaticano è divenuto fortemente abolizionista.
Con la revisione entrata in vigore il 22 febbraio 2001, il Vaticano ha abolito la pena di morte dal testo della Legge Fondamentale, l’equivalente della costituzione, che risaliva al 1929, data di nascita del moderno Stato del Vaticano.
L’11 luglio 2013, Papa Francesco ha varato un’importante riforma della giustizia penale vaticana, che prevede tra l’altro l’abolizione dell’ergastolo, sostituito da una pena massima detentiva che va dai 30 ai 35 anni.
Nell’ottobre 2014, parlando ai delegati dell’Associazione Internazionale di Diritto Penale, Papa Francesco ha definito l’ergastolo “una pena di morte nascosta” che dovrebbe essere abolita insieme alla pena capitale e ha aggiunto che tenere i detenuti isolati in carceri di massima sicurezza è “una forma di tortura”.
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