CITTA' DEL VATICANO - Pubblicato oggi il nuovo “Direttorio per la catechesi”, che conferma l’assoluta contrarietà alla pena di morte.
CITTA' DEL VATICANO - Pubblicato oggi il nuovo “Direttorio per la catechesi”, che conferma l’assoluta contrarietà alla pena di morte.

Città del Vaticano. Pubblicato oggi il nuovo “Direttorio per la catechesi”, che conferma l’assoluta contrarietà alla pena di morte. il Direttorio, redatto dal Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione, è introdotto da un testo dell’Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente, tra gli altri incarichi, del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Il documento è stato approvato da Papa Francesco il 23 marzo 2020.
In oltre 300 pagine, suddivise in 3 parti e 12 capitoli, il testo ricorda che ogni battezzato è discepolo missionario e che urgono impegno e responsabilità per trovare nuovi linguaggi con cui comunicare la fede. Tre i principî basilari lungo i quali si può agire: la testimonianza, perché “la Chiesa non cresce per proselitismo, ma per attrazione”; la misericordia, catechesi autentica che rende credibile l’annuncio della fede; e il dialogo, quello libero e gratuito, che non obbliga ma che, partendo dall’amore, contribuisce alla pace. In questo modo – spiega il Direttorio – la catechesi aiuta i cristiani a dare un significato pieno alla propria esistenza.
Tra i vari punti, il documento guarda alle carceri, come “autentica terra di missione”: per i detenuti, la catechesi sarà l’annuncio della salvezza in Cristo, il perdono e la liberazione, insieme ad un ascolto premuroso che mostri il volto materno della Chiesa. Tra le categorie più emarginate, la Chiesa non dimentica i poveri: l’opzione preferenziale verso di loro sia anche “attenzione spirituale” – chiede il Direttorio – richiamando il primato della carità e l’importanza di un dinamismo missionario che, nell’incontro con i più indigenti, realizzi l’incontro con Cristo.
In ambito bioetico il Direttorio condanna la pena di morte, definita “misura disumana che umilia la dignità della persona”.
- (Fonte: catholicnewsagency.com)
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