CINA: PENA CAPITALE PER I RESPONSABILI DI GRAVI INQUINAMENTI
le autorità cinesi hanno attribuito ai tribunali il potere di emettere condanne a morte nei casi gravi di
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le autorità cinesi hanno attribuito ai tribunali il potere di emettere condanne a morte nei casi gravi di inquinamento, hanno reso noto i media di Stato, mentre il governo cerca di attenuare il crescente risentimento dell’opinione pubblica per i danni arrecati all'ambiente.
Una popolazione urbana sempre più numerosa ha iniziato ad opporsi alla politica cinese di crescita a tutti i costi, che ha alimentato l'economia per tre decenni, con l'ambiente che emerge come motivo di preoccupazioni e proteste.
Una nuova interpretazione giuridica che entra in vigore il 19 giugno impone "pene più severe" e rafforza l’applicazione "lassista e superficiale" delle leggi di tutela ambientale del Paese, ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua.
"Nei casi più gravi, si potrà emettere la pena di morte", si legge.
"Con più precisi criteri per condanne e sentenze, la nuova interpretazione giuridica fornisce una potente arma legale per l'applicazione delle norme, che dovrebbe facilitare il lavoro dei giudici e rafforzare sanzioni per chi inquina", ha scritto la Xinhua, citando un comunicato del governo.
"Tutte le forze dovranno essere mobilitate per scoprire segnali di inquinamento ambientale in modo tempestivo", ha aggiunto.
In precedenza, promesse di affrontare la crisi legata all’inquinamento ambientale in Cina hanno avuto risultati contrastanti, e l'applicazione della legge ha costituito un problema a livello locale, dal momento che le amministrazioni fanno molto affidamento sulle entrate fiscali provenienti da industrie inquinanti del proprio territorio. La proteste contro l'inquinamento hanno innervosito i dirigenti del Partito comunista, ossessionati dalla conservazione della stabilità. Migliaia di persone sono scese in piazza nella città sud-occidentale di Kunming il mese scorso per protestare contro la prevista produzione di una sostanza chimica in una raffineria.
Il grave inquinamento atmosferico a Pechino e in gran parte del nord della Cina questo inverno ha contribuito ad aumentare il disagio della popolazione.
Una popolazione urbana sempre più numerosa ha iniziato ad opporsi alla politica cinese di crescita a tutti i costi, che ha alimentato l'economia per tre decenni, con l'ambiente che emerge come motivo di preoccupazioni e proteste.
Una nuova interpretazione giuridica che entra in vigore il 19 giugno impone "pene più severe" e rafforza l’applicazione "lassista e superficiale" delle leggi di tutela ambientale del Paese, ha riportato l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua.
"Nei casi più gravi, si potrà emettere la pena di morte", si legge.
"Con più precisi criteri per condanne e sentenze, la nuova interpretazione giuridica fornisce una potente arma legale per l'applicazione delle norme, che dovrebbe facilitare il lavoro dei giudici e rafforzare sanzioni per chi inquina", ha scritto la Xinhua, citando un comunicato del governo.
"Tutte le forze dovranno essere mobilitate per scoprire segnali di inquinamento ambientale in modo tempestivo", ha aggiunto.
In precedenza, promesse di affrontare la crisi legata all’inquinamento ambientale in Cina hanno avuto risultati contrastanti, e l'applicazione della legge ha costituito un problema a livello locale, dal momento che le amministrazioni fanno molto affidamento sulle entrate fiscali provenienti da industrie inquinanti del proprio territorio. La proteste contro l'inquinamento hanno innervosito i dirigenti del Partito comunista, ossessionati dalla conservazione della stabilità. Migliaia di persone sono scese in piazza nella città sud-occidentale di Kunming il mese scorso per protestare contro la prevista produzione di una sostanza chimica in una raffineria.
Il grave inquinamento atmosferico a Pechino e in gran parte del nord della Cina questo inverno ha contribuito ad aumentare il disagio della popolazione.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 19/06/2013)
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