CINA: GIUSTIZIATO SENZA PREAVVISO ALLA FAMIGLIA
un tribunale cinese ha fatto giustiziare un condannato a morte senza avvisare la sua famiglia e ha poi difeso le proprie decisioni, scatenando sul web la rabbia dei cittadini, ha riportato un media locale.
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un tribunale cinese ha fatto giustiziare un condannato a morte senza avvisare la sua famiglia e ha poi difeso le proprie decisioni, scatenando sul web la rabbia dei cittadini, ha riportato un media locale.
L’imprenditore Zeng Chengjie è stato giustiziato il 12 luglio dopo essere stato condannato a morte nel 2011 per frode e raccolta illegale di fondi pari a 3,4 miliardi di yuan (550 milioni dollari), ha scritto il Beijing Times.
La figlia del giustiziato ha protestato su Sina Weibo, un microblog tipo Twitter, perché il tribunale di Changsha, nella Cina centrale, non ha informato la famiglia in anticipo.
Il tribunale ha risposto tramite il proprio account su Weibo dicendo che "la legge non ha una regola scritta secondo cui i prigionieri prima di essere giustiziati debbano vedere le loro famiglie".
Questa risposta ha generato critiche on-line con gli utenti che hanno criticato la "gelida" replica.
Il tribunale ha poi chiesto scusa in un secondo post, sottolineando che i suoi account manager su Weibo non avevano studiato la legge attentamente, ha detto il Beijing Times.
In seguito ha pubblicato un terzo post, dicendo che a Zeng è stata data la possibilità di vedere la sua famiglia, ma che lui ha rifiutato.
La figlia di Zeng ha dichiarato: "Tutto ciò che il tribunale ha fatto dovrebbe essere condannato".
La polemica giunge mentre i leader cinesi chiedono una magistratura più credibile, anche se in gran parte legata alle autorità politiche.
"La Cina ha una lunga, lunga strada da percorrere prima di raggiungere lo stato di diritto", ha scritto un utente di Weibo, Lin Lvshan.
Xu Xin, professore di diritto, ha scritto online che il tribunale ha "gravemente danneggiato la fiducia dei cittadini negli organismi giudiziari".
L’imprenditore Zeng Chengjie è stato giustiziato il 12 luglio dopo essere stato condannato a morte nel 2011 per frode e raccolta illegale di fondi pari a 3,4 miliardi di yuan (550 milioni dollari), ha scritto il Beijing Times.
La figlia del giustiziato ha protestato su Sina Weibo, un microblog tipo Twitter, perché il tribunale di Changsha, nella Cina centrale, non ha informato la famiglia in anticipo.
Il tribunale ha risposto tramite il proprio account su Weibo dicendo che "la legge non ha una regola scritta secondo cui i prigionieri prima di essere giustiziati debbano vedere le loro famiglie".
Questa risposta ha generato critiche on-line con gli utenti che hanno criticato la "gelida" replica.
Il tribunale ha poi chiesto scusa in un secondo post, sottolineando che i suoi account manager su Weibo non avevano studiato la legge attentamente, ha detto il Beijing Times.
In seguito ha pubblicato un terzo post, dicendo che a Zeng è stata data la possibilità di vedere la sua famiglia, ma che lui ha rifiutato.
La figlia di Zeng ha dichiarato: "Tutto ciò che il tribunale ha fatto dovrebbe essere condannato".
La polemica giunge mentre i leader cinesi chiedono una magistratura più credibile, anche se in gran parte legata alle autorità politiche.
"La Cina ha una lunga, lunga strada da percorrere prima di raggiungere lo stato di diritto", ha scritto un utente di Weibo, Lin Lvshan.
Xu Xin, professore di diritto, ha scritto online che il tribunale ha "gravemente danneggiato la fiducia dei cittadini negli organismi giudiziari".
— FONTI
- (Fonti: AFP,14/07/2013)
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