CINA: EX MINISTRO FERROVIE CONDANNATO A PENA DI MORTE SOSPESA
E' stato condannato alla pena di morte con sospensione di due anni l'ex ministro delle Ferrovie cinese
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E' stato condannato alla pena di morte con sospensione di due anni l'ex ministro delle Ferrovie cinese, Liu Zhijun, rimasto coinvolto in uno dei piu' grandi scandali di corruzione avvenuti negli ultimi anni in Cina. Il 60enne Liu Zhijun era stato formalmente accusato il 10 aprile scorso di corruzione e abuso di potere. La condanna a morte sospesa e' generalmente tramutata nell'attuale ordinamento giuridico cinese in ergastolo.
Oltre alla detenzione, l'imputato, scrive l'agenzia stampa Xinhua che riporta la notizia, e' stato privato a vita dei diritti politici e gli sono stati confiscati tutti i beni personali per l'accusa di corruzione.
Il Tribunale Intermedio del Popolo n°2 di Pechino che ha emesso la sentenza ha poi condannato Liu a dieci anni di carcere per l'altra accusa a suo carico, quella di abuso di potere.
Dal 1986 al febbraio 2011, quando venne defenestrato, Liu Zhijun, prima come funzionario delle Ferrovie a livello locale, e poi come ministro, avrebbe aiutato illegalmente almeno undici persone a ottenere promozioni, contratti favorevoli e partecipazioni infrangendo la legge e provocando "colossali perdite" agli asset pubblici.
Liu ha accettato, secondo il verdetto del giudice, tangenti per 64,6 milioni di yuan, circa 8,2 milioni di euro. Il Tribunale ha deciso di non infliggere la pena di morte all'imputato, secondo quanto riporta la Xinhua, perche' Liu ha confessato i reati da lui commessi e si e' mostrato pentito, aiutando le autorità a recuperare i soldi.
La legge cinese punisce con la pena di morte chi percepisce tangenti superiori a 100.000 yuan.
Oltre alla detenzione, l'imputato, scrive l'agenzia stampa Xinhua che riporta la notizia, e' stato privato a vita dei diritti politici e gli sono stati confiscati tutti i beni personali per l'accusa di corruzione.
Il Tribunale Intermedio del Popolo n°2 di Pechino che ha emesso la sentenza ha poi condannato Liu a dieci anni di carcere per l'altra accusa a suo carico, quella di abuso di potere.
Dal 1986 al febbraio 2011, quando venne defenestrato, Liu Zhijun, prima come funzionario delle Ferrovie a livello locale, e poi come ministro, avrebbe aiutato illegalmente almeno undici persone a ottenere promozioni, contratti favorevoli e partecipazioni infrangendo la legge e provocando "colossali perdite" agli asset pubblici.
Liu ha accettato, secondo il verdetto del giudice, tangenti per 64,6 milioni di yuan, circa 8,2 milioni di euro. Il Tribunale ha deciso di non infliggere la pena di morte all'imputato, secondo quanto riporta la Xinhua, perche' Liu ha confessato i reati da lui commessi e si e' mostrato pentito, aiutando le autorità a recuperare i soldi.
La legge cinese punisce con la pena di morte chi percepisce tangenti superiori a 100.000 yuan.
— FONTI
- (Fonti: AGI, AFP, 08/07/2013)
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