CINA: CONDANNA A MORTE NELLA MONGOLIA INTERNA
un autista di camion cinese è stato condannato a morte nella Mongolia Interna, regione
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un autista di camion cinese è stato condannato a morte nella Mongolia Interna, regione autonoma cinese, per aver investito e ucciso un pastore di etnia mongola.
Il caso contribuì a scatenare nella Mongolia Interna le più grandi dimostrazioni degli ultimi 20 anni.
La condanna a morte di Li Lindong è stata pronunciata al termine di un processo durato sei ore, presso il Tribunale Intermedio del Popolo della prefettura di Xilingol, ha riportato l’agenzia di stampa Xinhua.
Anche una seconda persona che sedeva nella cabina di guida del camion, Lu Xiangdong è stata riconosciuta colpevole di omicidio e condannata all’ergastolo.
Altri due uomini, Wu Xiaowei e Li Minggang, sono stati condannati a tre anni di carcere per aver ostacolato la giustizia bloccando i poliziotti che arrivavano sul luogo dell’incidente, consentendo a Li Lindong e Lu di fuggire.
La rapidità del processo e la severità delle condanne evidenzia la volontà delle autorità di accogliere la domanda di giustizia da parte dell’etnia mongola.
Secondo la Xinhua sono state 160 le persone che hanno assistito al processo, inclusi i parenti della vittima e degli imputati.
Il pastore, identificato come Mergen, è stato ucciso lo scorso 10 maggio mentre, insieme ad altri, protestava contro il rumore e l’inquinamento causati dal passaggio di camion carichi di carbone. Secondo la polizia, il camion di Li avrebbe investito Mergen, trascinandolo per circa 145 metri.
Questo incidente, insieme alla morte di un altro mongolo in scontri con minatori cinesi, fecero esplodere le proteste di pastori e studenti, che chiedono giustizia e maggiore protezione della cultura mongola.
Le migrazioni massicce nella regione di cinesi di etnia Han ed il boom dell’industria estrattiva hanno sconvolto i tradizionali stili di vita locali.
Non è noto il numero di manifestanti arrestati dalle forze di sicurezza cinesi durante e dopo le dimostrazioni.
Il caso contribuì a scatenare nella Mongolia Interna le più grandi dimostrazioni degli ultimi 20 anni.
La condanna a morte di Li Lindong è stata pronunciata al termine di un processo durato sei ore, presso il Tribunale Intermedio del Popolo della prefettura di Xilingol, ha riportato l’agenzia di stampa Xinhua.
Anche una seconda persona che sedeva nella cabina di guida del camion, Lu Xiangdong è stata riconosciuta colpevole di omicidio e condannata all’ergastolo.
Altri due uomini, Wu Xiaowei e Li Minggang, sono stati condannati a tre anni di carcere per aver ostacolato la giustizia bloccando i poliziotti che arrivavano sul luogo dell’incidente, consentendo a Li Lindong e Lu di fuggire.
La rapidità del processo e la severità delle condanne evidenzia la volontà delle autorità di accogliere la domanda di giustizia da parte dell’etnia mongola.
Secondo la Xinhua sono state 160 le persone che hanno assistito al processo, inclusi i parenti della vittima e degli imputati.
Il pastore, identificato come Mergen, è stato ucciso lo scorso 10 maggio mentre, insieme ad altri, protestava contro il rumore e l’inquinamento causati dal passaggio di camion carichi di carbone. Secondo la polizia, il camion di Li avrebbe investito Mergen, trascinandolo per circa 145 metri.
Questo incidente, insieme alla morte di un altro mongolo in scontri con minatori cinesi, fecero esplodere le proteste di pastori e studenti, che chiedono giustizia e maggiore protezione della cultura mongola.
Le migrazioni massicce nella regione di cinesi di etnia Han ed il boom dell’industria estrattiva hanno sconvolto i tradizionali stili di vita locali.
Non è noto il numero di manifestanti arrestati dalle forze di sicurezza cinesi durante e dopo le dimostrazioni.
— FONTI
- (Fonti: Ap, 08/06/2011)
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