BRUNEI: NUOVO CODICE PENALE PRONTO PER ESSERE EMANATO
in quello che la Commissione Internazionale dei Giuristi (ICJ) definisce 'un passo indietro' per i diritti umani,
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in quello che la Commissione Internazionale dei Giuristi (ICJ) definisce 'un passo indietro' per i diritti umani, il Sultano del Brunei ha annunciato che una serie di leggi che sono state formulate nel 2013 sono pronte per essere emanate nel mese di aprile 2014. Le leggi, che criminalizzano – tra l’altro - adulterio e rapporti omosessuali, comprendono pene che vanno dalla lapidazione pubblica all’impiccagione. "In una lettera aperta al primo ministro, H. M. Haji Hassanal Bolkiah, l'ICJ ha anche sottolineato che il Syariah Penal Code Order 2013 è chiaramente incompatibile con le norme internazionali sui diritti umani e gli standard che vietano la discriminazione contro le donne e proteggono i diritti alla libertà religiosa e alla libertà di opinione ed espressione. La legge criminalizza anche l'adulterio, i rapporti sessuali extraconiugali e la condotta omosessuale consensuale, in violazione degli standard internazionali", riferisce l'ICJ. Il Brunei, che si trova sulla costa nord dell'isola del Borneo nel sud est asiatico, è una nazione sovrana.
"Il Codice Penale 2013 reintrodurrà la pena di morte dopo anni di moratoria di fatto nel Paese, prevedendo la lapidazione e altre forme di tortura e maltrattamenti per una serie di 'cattive condotte'. Il Codice Penale 2013 prevede la morte come possibile sanzione, sia per i musulmani che per i non-musulmani, per i reati di rapina (art. 63), stupro (articolo 76), adulterio e sodomia (articolo 82). Inoltre la morte è prevista come punizione - solo per i musulmani - in caso di condanna per rapporti sessuali extraconiugali (articolo 69)", rende noto l’ICJ.
L'ONG spera di influenzare la promulgazione delle leggi, sottolineando la violazione delle norme sui diritti umani che sono state non solo stabilite, ma che il Brunei ha accettato di rispettare come membro dell'ASEAN, l'Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico.
"Il Codice Penale 2013 reintrodurrà la pena di morte dopo anni di moratoria di fatto nel Paese, prevedendo la lapidazione e altre forme di tortura e maltrattamenti per una serie di 'cattive condotte'. Il Codice Penale 2013 prevede la morte come possibile sanzione, sia per i musulmani che per i non-musulmani, per i reati di rapina (art. 63), stupro (articolo 76), adulterio e sodomia (articolo 82). Inoltre la morte è prevista come punizione - solo per i musulmani - in caso di condanna per rapporti sessuali extraconiugali (articolo 69)", rende noto l’ICJ.
L'ONG spera di influenzare la promulgazione delle leggi, sottolineando la violazione delle norme sui diritti umani che sono state non solo stabilite, ma che il Brunei ha accettato di rispettare come membro dell'ASEAN, l'Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico.
— FONTI
- (Fonti: lgbtweekly.com, 03/02/2014)
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