BOTSWANA: NOTIZIE DAL BRACCIO DELLA MORTE
a tre anni di distanza dalla loro condanna a morte, due prigionieri del braccio della morte in Botswana
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a tre anni di distanza dalla loro condanna a morte, due prigionieri del braccio della morte in Botswana aspettano ancora di conoscere la data d’inizio del processo d’appello.
Si tratta di Brandon Sampson, cittadino del Botswana, e Michael Molefe, del Sud Africa, le cui condanne capitali sono state pronunciate dal giudice Maruping Dibotelo dell’Alta Corte di Lobatse, che li ha riconosciuti responsabili degli omicidi di due cittadini dello Zimbabwe.
Sampson e Molefe, che in relazione al duplice omicidio sono stati arrestati la prima volta dieci anni fa, si trovano nel braccio della morte del Botswana da più tempo degli altri quattro prigionieri del braccio.
Alcuni che sono stati condannati a morte dopo di loro hanno già visto iniziare il proprio processo d’appello, mentre altri sono stati giustiziati.
Modise Fly Mokwadi, condannato a morte per omicidio dopo i due, aspetta per la fine di questo mese l’esito dell’appello. Gerald Dube, cittadino dello Zimbabwe, è stato giustiziato in Botswana nel dicembre 2009, sempre per omicidio. Gli altri detenuti del braccio sono Benson Keganne, Raymond Leshomo e Arnold Masango, tutti riconosciuti colpevoli di omicidio. L’appello di Keganne è stato rimandato alla prossima sessione della corte d’appello dal momento che il suo difensore - Joar Salbany – ha detto alla Corte di aver ricevuto il fascicolo soltanto lo scorso dicembre e di non essere quindi ancora pronto per l’appello.
Sono 43 le persone messe a morte nel Paese dall’Indipendenza del 1966.
Modise Fly Mokwadi, condannato a morte per omicidio dopo i due, aspetta per la fine di questo mese l’esito dell’appello. Gerald Dube, cittadino dello Zimbabwe, è stato giustiziato in Botswana nel dicembre 2009, sempre per omicidio. Gli altri detenuti del braccio sono Benson Keganne, Raymond Leshomo e Arnold Masango, tutti riconosciuti colpevoli di omicidio. L’appello di Keganne è stato rimandato alla prossima sessione della corte d’appello dal momento che il suo difensore - Joar Salbany – ha detto alla Corte di aver ricevuto il fascicolo soltanto lo scorso dicembre e di non essere quindi ancora pronto per l’appello.
Sono 43 le persone messe a morte nel Paese dall’Indipendenza del 1966.
— FONTI
- (Fonti: Sunday Standard, 18/01/2010)
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