BOTSWANA. CONDANNA CAPITALE COMMUTATA IN VENTI ANNI DI CARCERE
la condanna a morte di Mothusi Phiri è stata commutata in 20 anni di carcere dalla Corte d’Appello.
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la condanna a morte di Mothusi Phiri è stata commutata in 20 anni di carcere dalla Corte d’Appello. L’uomo si trova nel braccio della morte dal 2003, per l’omicidio di Duncan Mfolwe; è stato inoltre riconosciuto colpevole del tentato omicidio della sorella di Mfolwe, Sebitse.
In relazione a quest’ultimo capo di accusa, Phiri è stato condannato a cinque anni di detenzione, che sono stati confermati dai giudici Hein Grosskopf, Patrick Tebbutt e Nicholas McNally della Corte d’Appello.
Phiri avrebbe avuto una relazione sentimentale con la moglie di Mfolwe, Salang, in seguito suicidatasi.
La donna lo avrebbe convinto ad uccidere il proprio marito, che non la amava, la picchiava e la minacciava di morte nel caso avesse continuato la relazione adulterina.
Lo stesso Mfolwe avrebbe minacciato di morte anche Phiri.
Esistono delle circostanze attenuanti – ha stabilito la Corte d’Appello – che riducono la responsabilità morale dell’imputato.
La Corte d’Appello ha respinto la tesi del pubblico ministero Susan Mangori, secondo cui Phiri, difeso in aula dagli avvocati Kgafela Kgafela and Peter Collins, avrebbe minacciato di morte Mfolwes al fine di farsi dare dei soldi.
L’accusa aveva paragonato il caso di Phiri a quello di Marietta Bosch, una cittadina sudafricana bianca giustiziata in Botswana per omicidio nel marzo 2001. Per la Corte il paragone è impropio, dal momento che il caso Bosch è stato più grave in termini di premeditazione e malvagità.
In relazione a quest’ultimo capo di accusa, Phiri è stato condannato a cinque anni di detenzione, che sono stati confermati dai giudici Hein Grosskopf, Patrick Tebbutt e Nicholas McNally della Corte d’Appello.
Phiri avrebbe avuto una relazione sentimentale con la moglie di Mfolwe, Salang, in seguito suicidatasi.
La donna lo avrebbe convinto ad uccidere il proprio marito, che non la amava, la picchiava e la minacciava di morte nel caso avesse continuato la relazione adulterina.
Lo stesso Mfolwe avrebbe minacciato di morte anche Phiri.
Esistono delle circostanze attenuanti – ha stabilito la Corte d’Appello – che riducono la responsabilità morale dell’imputato.
La Corte d’Appello ha respinto la tesi del pubblico ministero Susan Mangori, secondo cui Phiri, difeso in aula dagli avvocati Kgafela Kgafela and Peter Collins, avrebbe minacciato di morte Mfolwes al fine di farsi dare dei soldi.
L’accusa aveva paragonato il caso di Phiri a quello di Marietta Bosch, una cittadina sudafricana bianca giustiziata in Botswana per omicidio nel marzo 2001. Per la Corte il paragone è impropio, dal momento che il caso Bosch è stato più grave in termini di premeditazione e malvagità.
— FONTI
- (Fonti: Botswana Press Agency, 29/07/2005)
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