BANGLADESH: CONFERMATA LA CONDANNA A MORTE DI MIR QUASEM ALI
la Corte Suprema del Bangladesh ha confermato nuovamente la condanna a morte emessa nei confronti di
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la Corte Suprema del Bangladesh ha confermato nuovamente la condanna a morte emessa nei confronti di un leader islamista per crimini di guerra commessi durante la guerra di liberazione contro il Pakistan, a tre mesi di distanza dalla prima conferma. La decisione della Corte aveva aperto la strada per l'esecuzione di Mir Quasem Ali, dirigente del Jamaat-e-Islami e magnate dei media.
"Egli (Ali) non merita alcuna clemenza riguardo la pena in considerazione della natura e gravità del crimine", si legge nelle 244 pagine di verdetto della Corte.
Il 64enne Ali, che possiede diverse società d'affari e mezzi di comunicazione, è un elemento centrale del consiglio esecutivo del Jamaat-e-Islami ed è uno dei principali finanziatori del partito che nel 1971 si oppose all'indipendenza del Bangladesh.
Il Procuratore generale Mahbubey Alam ha detto che il verdetto raggiungerà le autorità carcerarie attraverso il Tribunale per i Crimini Internazionali (ICT), che ha emesso in origine la condanna a morte.
"Le autorità della prigione gli comunicheranno il verdetto, subito dopo il condannato avrà 15 giorni di tempo per decidere se presentare una petizione per la revisione (dinanzi alla Corte Suprema)", ha detto Alam.
La decisione dei cinque membri della Corte Suprema è giunta 16 mesi dopo la condanna a morte emessa dall’ICT nei confronti di Ali per le atrocità commesse durante la guerra di liberazione.
Nel novembre 2014, Ali è stato condannato a morte per una serie di uccisioni di massa e torture avvenute nella città portuale di Chittagong. E' stato condannato per aver guidato una milizia, Al Badr, responsabile di numerosi omicidi.
"Egli (Ali) non merita alcuna clemenza riguardo la pena in considerazione della natura e gravità del crimine", si legge nelle 244 pagine di verdetto della Corte.
Il 64enne Ali, che possiede diverse società d'affari e mezzi di comunicazione, è un elemento centrale del consiglio esecutivo del Jamaat-e-Islami ed è uno dei principali finanziatori del partito che nel 1971 si oppose all'indipendenza del Bangladesh.
Il Procuratore generale Mahbubey Alam ha detto che il verdetto raggiungerà le autorità carcerarie attraverso il Tribunale per i Crimini Internazionali (ICT), che ha emesso in origine la condanna a morte.
"Le autorità della prigione gli comunicheranno il verdetto, subito dopo il condannato avrà 15 giorni di tempo per decidere se presentare una petizione per la revisione (dinanzi alla Corte Suprema)", ha detto Alam.
La decisione dei cinque membri della Corte Suprema è giunta 16 mesi dopo la condanna a morte emessa dall’ICT nei confronti di Ali per le atrocità commesse durante la guerra di liberazione.
Nel novembre 2014, Ali è stato condannato a morte per una serie di uccisioni di massa e torture avvenute nella città portuale di Chittagong. E' stato condannato per aver guidato una milizia, Al Badr, responsabile di numerosi omicidi.
— FONTI
- (Fonti: PTI, 06/06/2016)
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