BANGLADESH. ATTENDE ESECUZIONE PER CRIMINE COMMESSO A 14 ANNI
l’organizzazione Save the Children esprime “grave preoccupazione” in relazione al caso di Sukur Ali, condannato a morte nel luglio 2001 per un crimine che avrebbe commesso a 14 anni.
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l’organizzazione Save the Children esprime “grave preoccupazione” in relazione al caso di Sukur Ali, condannato a morte nel luglio 2001 per un crimine che avrebbe commesso a 14 anni.
Avrebbe confessato alla polizia l’omicidio e stupro di una bambina di sette anni.
Da quando, nello scorso maggio, la Corte Suprema del Bangladesh ha confermato la sua condanna capitale, Ali, che oggi ha 20 anni, è in attesa di essere giustiziato.
Shohana Shabnam, program manager di Save the Children - Bangladesh, sottolinea come questo caso costituisca una violazione delle leggi nazionali ed internazionali.
Processare Ali in un tribunale ordinario piuttosto che per minori rappresenta una “grave violazione” del Children Act del 1974, ha detto la dirigente dell’Organizzazione.
Inoltre, la condanna a morte per reati commessi a meno di 18 anni viola la Convenzione Onu sui Diritti del Fanciullo, ratificata dal Bangladesh nel 1989.
Per Shahdeen Malik, della Brac University di Dhaka, “se questa esecuzione avesse luogo, si tratterebbe di una grave violazione dei diritti umani. Non ci sono precedenti, in Bangladesh”.
Avrebbe confessato alla polizia l’omicidio e stupro di una bambina di sette anni.
Da quando, nello scorso maggio, la Corte Suprema del Bangladesh ha confermato la sua condanna capitale, Ali, che oggi ha 20 anni, è in attesa di essere giustiziato.
Shohana Shabnam, program manager di Save the Children - Bangladesh, sottolinea come questo caso costituisca una violazione delle leggi nazionali ed internazionali.
Processare Ali in un tribunale ordinario piuttosto che per minori rappresenta una “grave violazione” del Children Act del 1974, ha detto la dirigente dell’Organizzazione.
Inoltre, la condanna a morte per reati commessi a meno di 18 anni viola la Convenzione Onu sui Diritti del Fanciullo, ratificata dal Bangladesh nel 1989.
Per Shahdeen Malik, della Brac University di Dhaka, “se questa esecuzione avesse luogo, si tratterebbe di una grave violazione dei diritti umani. Non ci sono precedenti, in Bangladesh”.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 19/10/2005)
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