AUSTRALIA. GOVERNO ACCUSATO DI ESPORTARE LA PENA DI MORTE PER CRIMINI DI DROGA A BALI
l’Australian Council for Civil Liberties (ACCL) ha affrontato il Governo di Camberra chiedendo se non stesse tentando di “esportare la pena di morte” dopo che la polizia australiana aveva collaborato all’arresto di nove giovani australiani sospettati di
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l’Australian Council for Civil Liberties (ACCL) ha affrontato il Governo di Camberra chiedendo se non stesse tentando di “esportare la pena di morte” dopo che la polizia australiana aveva collaborato all’arresto di nove giovani australiani sospettati di crimini di droga in Indonesia, dove potrebbero essere condannati a morte.
La polizia federale australiana stava dando la caccia agli otto uomini e una donna dal febbraio 2005 e aveva informato la controparte indonesiana che il gruppo progettava di contrabbandare stupefacenti attraverso l’Isola di Bali.
Cinque dei nove sono stati catturati all’aeroporto di Bali, mentre si accingevano a decollare per Sydney il 17 aprile. Gli altri quattro sono stati arrestati in alberghi vicini.
Terry O'Gorman, presidente della ACCL, ha detto di non comprendere perché la polizia federale non abbia aspettato ad arrestare la banda in Australia, dove non vige la pena di morte.
"Il Ministro federale della giustizia Chris Ellison dovrà chiarire perché queste persone sono state arrestate in Indonesia dove è già stato esplicitamente affermato che, se giudicati colpevoli, verranno senz’altro giustiziati”, ha detto.
"Se stiamo davvero esportando in altri Paesi la pena di morte nei confronti degli australiani, e se c’è stato effettivamente un cambio di rotta nella politica di governo, vogliamo saperlo,” ha detto.
Il Ministro degli Esteri Alexander Downer ha affermato che, poiché i presunti crimini sono stati perpetrati in Indonesia, la polizia del luogo doveva intervenire.
"La gente però deve sapere che il traffico di eroina e di stupefacenti è punito con la pena capitale in molti Paesi, soprattutto in Asia,” ha detto.
"Se la gente non ne era consapevole, di certo lo sarà ora”. Tuttavia ha affermato che l’Australia si impegnerà per ottenere la clemenza in qualsiasi situazione che veda australiani condannati alla pena di morte.
La polizia federale australiana stava dando la caccia agli otto uomini e una donna dal febbraio 2005 e aveva informato la controparte indonesiana che il gruppo progettava di contrabbandare stupefacenti attraverso l’Isola di Bali.
Cinque dei nove sono stati catturati all’aeroporto di Bali, mentre si accingevano a decollare per Sydney il 17 aprile. Gli altri quattro sono stati arrestati in alberghi vicini.
Terry O'Gorman, presidente della ACCL, ha detto di non comprendere perché la polizia federale non abbia aspettato ad arrestare la banda in Australia, dove non vige la pena di morte.
"Il Ministro federale della giustizia Chris Ellison dovrà chiarire perché queste persone sono state arrestate in Indonesia dove è già stato esplicitamente affermato che, se giudicati colpevoli, verranno senz’altro giustiziati”, ha detto.
"Se stiamo davvero esportando in altri Paesi la pena di morte nei confronti degli australiani, e se c’è stato effettivamente un cambio di rotta nella politica di governo, vogliamo saperlo,” ha detto.
Il Ministro degli Esteri Alexander Downer ha affermato che, poiché i presunti crimini sono stati perpetrati in Indonesia, la polizia del luogo doveva intervenire.
"La gente però deve sapere che il traffico di eroina e di stupefacenti è punito con la pena capitale in molti Paesi, soprattutto in Asia,” ha detto.
"Se la gente non ne era consapevole, di certo lo sarà ora”. Tuttavia ha affermato che l’Australia si impegnerà per ottenere la clemenza in qualsiasi situazione che veda australiani condannati alla pena di morte.
— FONTI
- (Fonti: AFP, 19/04/2005)
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