ARKANSAS (USA): GIURATO ‘CHATTA’, PROCESSO ANNULLATO
la Corte Suprema dell’Arkansas ha annullato il verdetto di colpevolezza (quindi anche
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la Corte Suprema dell’Arkansas ha annullato il verdetto di colpevolezza (quindi anche la relativa condanna a morte) di Erickson Dimas-Martinez, 25 anni, ispanico.
Dimas-Martinez era stato condannato a morte il 1° aprile 2010 con l’accusa di aver rapinato di 30 dollari e ucciso, il 30 dicembre 2006, un ragazzo di 17 anni, Derrick Jefferson.
I difensori di Dimas-Martinez hanno contestato il fatto che uno dei giurati popolari abbia comunicato all’esterno con regolarità le fasi del processo e della camera di consiglio attraverso i brevi messaggi di “Twetter”, il noto social network.
Contro il ricorso dei difensori la pubblica accusa aveva sostenuto che il giurato Randy Franco aveva espresso solo i suoi stati d’animo, non cose specifiche del processo.
Non è la prima volta che nei tribunali statunitensi si presenta il problema di giurati che violano l’ordine di riservatezza mandando messaggi con Twitter o Facebook o col telefonino.
Nel 2009 un giudice della Washington County respinse la richiesta di annullamento di un processo in cui una ditta di materiali edilizi era stata condannata a pagare oltre 12 milioni di dollari.
In questo caso al giurato Franco era stato detto esplicitamente che non doveva “chattare” su Twitter, ed era stato anche ripreso dal giudice David Clinger, e invitato a smettere immediatamente, ma appena tornato in camera di consiglio il giurato ha ripreso a mandare messaggi all’esterno.
Dimas-Martinez era stato condannato a morte il 1° aprile 2010 con l’accusa di aver rapinato di 30 dollari e ucciso, il 30 dicembre 2006, un ragazzo di 17 anni, Derrick Jefferson.
I difensori di Dimas-Martinez hanno contestato il fatto che uno dei giurati popolari abbia comunicato all’esterno con regolarità le fasi del processo e della camera di consiglio attraverso i brevi messaggi di “Twetter”, il noto social network.
Contro il ricorso dei difensori la pubblica accusa aveva sostenuto che il giurato Randy Franco aveva espresso solo i suoi stati d’animo, non cose specifiche del processo.
Non è la prima volta che nei tribunali statunitensi si presenta il problema di giurati che violano l’ordine di riservatezza mandando messaggi con Twitter o Facebook o col telefonino.
Nel 2009 un giudice della Washington County respinse la richiesta di annullamento di un processo in cui una ditta di materiali edilizi era stata condannata a pagare oltre 12 milioni di dollari.
In questo caso al giurato Franco era stato detto esplicitamente che non doveva “chattare” su Twitter, ed era stato anche ripreso dal giudice David Clinger, e invitato a smettere immediatamente, ma appena tornato in camera di consiglio il giurato ha ripreso a mandare messaggi all’esterno.
— FONTI
- (Fonti: CBS News, 08/12/2011)
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