ARIZONA (USA): IL CONDANNATO SI PROCURI DA SOLO I FARMACI PER L’INIEZIONE LETALE
All’interno del nuovo protocollo di esecuzione dell’Arizona c’è una clausola che sta suscitando l’interesse


All’interno del nuovo protocollo di esecuzione dell’Arizona c’è una clausola che sta suscitando l’interesse della stampa. Molti stati stanno avendo problemi ad acquistare i farmaci per le iniezioni letali, e questo nell’ultimo periodo ha portato all’ideazione di alcuni escamotage, e a proposte alternative, come il ritorno alla sedia elettrica o alla fucilazione. Ma a quanto pare l’idea più originale l’ha avuta l’Amministrazione Penitenziaria dell’Arizona: il detenuto si procuri da solo i farmaci con i quali essere ucciso.
"I difensori del detenuto o terzi che agiscano in favore del detenuto possono fornire al Dipartimento o il Pentobarbital o il Sodio Tiopentale, se possono procurarseli da una farmacia, farmacista, laboratorio artigianale, industria o intermediario che siano in possesso di certificazione o autorizzazione”.
Gli avvocati però pensano che l’idea sia ridicola. Megan McCracken, una esperta di iniezione letale della Università di Berkeley, sostiene che la clausola sia “senza precedenti, completamente insolita, e francamente assurda. Un detenuto o l’avvocato di un detenuto semplicemente non possono entrare in possesso legalmente di questi farmaci, o trasferirli legalmente all’Amministrazione Penitenziaria. Quindi è difficile immaginare a cosa stessero pensando i funzionari dell’Amministrazione quando hanno inserito questa clausola priva di senso nel nuovo protocollo”.
Dale Baich, avvocato che lavora per l’agenzia federale che fornisce assistenza legale ai detenuti indigenti ed è specializzato in casi capitali in Arizona ha detto di essere molto incuriosito da questa clausola, che secondo lui presenta “problemi sia etici che legali”. “In qualità di avvocato non è legale che io vada in giro a procurare farmaci per un cliente. Non lo posso fare da un punto di vista legale, ma è impossibile anche da un punto di vista etico, visto che devo garantire che i diritti del mio cliente siano rispettati, e non posso invece lavorare alla sua esecuzione “.
"I difensori del detenuto o terzi che agiscano in favore del detenuto possono fornire al Dipartimento o il Pentobarbital o il Sodio Tiopentale, se possono procurarseli da una farmacia, farmacista, laboratorio artigianale, industria o intermediario che siano in possesso di certificazione o autorizzazione”.
Gli avvocati però pensano che l’idea sia ridicola. Megan McCracken, una esperta di iniezione letale della Università di Berkeley, sostiene che la clausola sia “senza precedenti, completamente insolita, e francamente assurda. Un detenuto o l’avvocato di un detenuto semplicemente non possono entrare in possesso legalmente di questi farmaci, o trasferirli legalmente all’Amministrazione Penitenziaria. Quindi è difficile immaginare a cosa stessero pensando i funzionari dell’Amministrazione quando hanno inserito questa clausola priva di senso nel nuovo protocollo”.
Dale Baich, avvocato che lavora per l’agenzia federale che fornisce assistenza legale ai detenuti indigenti ed è specializzato in casi capitali in Arizona ha detto di essere molto incuriosito da questa clausola, che secondo lui presenta “problemi sia etici che legali”. “In qualità di avvocato non è legale che io vada in giro a procurare farmaci per un cliente. Non lo posso fare da un punto di vista legale, ma è impossibile anche da un punto di vista etico, visto che devo garantire che i diritti del mio cliente siano rispettati, e non posso invece lavorare alla sua esecuzione “.
— FONTI
- (Fonti: The Guardian, 15/02/2017)
