ANP. CONDANNATO A MORTE PER COLLABORAZIONISMO
un tribunale militare palestinese ha emesso la condanna a morte nei confronti di un uomo accusato di collaborazionismo con Israele.
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un tribunale militare di Hebron, in Palestina, ha emesso la condanna a morte nei confronti di un uomo accusato di collaborazionismo con Israele. Se eseguita, si tratterebbe della prima esecuzione in sette anni per questo tipo di reato.
Per i giudici militari il 25enne Emad Mahmoud Sa’ed, delle forze di sicurezza palestinesi, avrebbe fornito informazioni utili agli israeliani per uccidere quattro militanti palestinesi.
L’imputato, che non ha respinto l’accusa, ha chiesto clemenza, spiegando di essere la principale fonte di sostentamento della propria famiglia.
Dopo il processo, il comandante ad Hebron della sicurezza palestinese, Samih Steidi, si è detto soddisfatto della condanna capitale: “Che sia di esempio per quelli che vendono la propria patria e il proprio popolo”.
Steidi ha aggiunto che il condannato finirà davanti al plotone di esecuzione, considerato il suo status di militare, tuttavia le condanne a morte emesse dai tribunali palestinesi finiscono spesso per essere commutate.
La condanna di Saad deve ora essere sottoposta al presidente Mahmoud Abbas.
Nimr Hamad, collaboratore del Presidente, ha detto di non sapere cosa farà Abbas, aggiungendo che un’esecuzione servirebbe come deterrente.
“Non penso che la pace con Israele significhi accettare le spie per Israele. La pace è una cosa, lo spionaggio un’altra”, ha detto Hamad. “Nel caso in questione, ci sono motivi sufficienti per una condanna a morte, dal momento che l’imputato ha causato la morte di cittadini palestinesi”.
Il Centro Palestinese per i Diritti Umani ha chiesto al presidente Abbas di “non firmare questa crudele e disumana sentenza”.
L’ultima esecuzione per collaborazionismo risale al 2001. Nel 2004 un tribunale palestinese ha emesso una condanna capitale per collaborazionismo, che non è stata ancora eseguita.
Per i giudici militari il 25enne Emad Mahmoud Sa’ed, delle forze di sicurezza palestinesi, avrebbe fornito informazioni utili agli israeliani per uccidere quattro militanti palestinesi.
L’imputato, che non ha respinto l’accusa, ha chiesto clemenza, spiegando di essere la principale fonte di sostentamento della propria famiglia.
Dopo il processo, il comandante ad Hebron della sicurezza palestinese, Samih Steidi, si è detto soddisfatto della condanna capitale: “Che sia di esempio per quelli che vendono la propria patria e il proprio popolo”.
Steidi ha aggiunto che il condannato finirà davanti al plotone di esecuzione, considerato il suo status di militare, tuttavia le condanne a morte emesse dai tribunali palestinesi finiscono spesso per essere commutate.
La condanna di Saad deve ora essere sottoposta al presidente Mahmoud Abbas.
Nimr Hamad, collaboratore del Presidente, ha detto di non sapere cosa farà Abbas, aggiungendo che un’esecuzione servirebbe come deterrente.
“Non penso che la pace con Israele significhi accettare le spie per Israele. La pace è una cosa, lo spionaggio un’altra”, ha detto Hamad. “Nel caso in questione, ci sono motivi sufficienti per una condanna a morte, dal momento che l’imputato ha causato la morte di cittadini palestinesi”.
Il Centro Palestinese per i Diritti Umani ha chiesto al presidente Abbas di “non firmare questa crudele e disumana sentenza”.
L’ultima esecuzione per collaborazionismo risale al 2001. Nel 2004 un tribunale palestinese ha emesso una condanna capitale per collaborazionismo, che non è stata ancora eseguita.
— FONTI
- (Fonti: Ap, 28/04/2008)
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