ANP: CONDANNA A MORTE PER COLLABORAZIONISMO
un membro dei servizi di sicurezza palestinesi è stato condannato a morte da un tribunale militare a Betlemme dopo essere stato accusato di collaborazionismo con Israele.
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un membro dei servizi di sicurezza palestinesi è stato condannato a morte da un tribunale militare a Betlemme dopo essere stato accusato di collaborazionismo con Israele.
Il tribunale ha stabilito che Ayman Ahmed 'Awwad Daghamgha, 24 anni, membro dei Servizi Generali di Intelligence palestinesi, sarà giustiziato da un plotone d‘esecuzione. Le generalità dell’imputato non sono state rese note.
Era stato accusato di coinvolgimento nell’omicidio, avvenuto nel 2002, di tre militanti delle Brigate dei Martiri di al-Aqsa, facenti capo ad Al-Fatah. I tre furono uccisi dalle forze israeliane in un campo profughi presso Betlemme.
Secondo le autorità palestinesi, l’imputato sarebbe entrato in contatto con l’intelligence israeliana nel 1999, epoca in cui lavorava in una stazione di servizio.
Poco dopo aver accettato di collaborare con Israele, l’uomo era entrato nell’apparato di sicurezza palestinese.
Nel corso di un interrogatorio avrebbe confessato, dicendo di aver anche tenuto sotto osservazione palestinesi che lanciavano pietre negli scontri con gli israeliani.
Era stato inoltre accusato di aver condotto le forze di sicurezza israeliane fino a diversi palestinesi ricercati, consentendone l’arresto.
Per eseguire la condanna a morte è necessaria l’autorizzazione del Presidente Mahmoud Abbas.
Il tribunale ha stabilito che Ayman Ahmed 'Awwad Daghamgha, 24 anni, membro dei Servizi Generali di Intelligence palestinesi, sarà giustiziato da un plotone d‘esecuzione. Le generalità dell’imputato non sono state rese note.
Era stato accusato di coinvolgimento nell’omicidio, avvenuto nel 2002, di tre militanti delle Brigate dei Martiri di al-Aqsa, facenti capo ad Al-Fatah. I tre furono uccisi dalle forze israeliane in un campo profughi presso Betlemme.
Secondo le autorità palestinesi, l’imputato sarebbe entrato in contatto con l’intelligence israeliana nel 1999, epoca in cui lavorava in una stazione di servizio.
Poco dopo aver accettato di collaborare con Israele, l’uomo era entrato nell’apparato di sicurezza palestinese.
Nel corso di un interrogatorio avrebbe confessato, dicendo di aver anche tenuto sotto osservazione palestinesi che lanciavano pietre negli scontri con gli israeliani.
Era stato inoltre accusato di aver condotto le forze di sicurezza israeliane fino a diversi palestinesi ricercati, consentendone l’arresto.
Per eseguire la condanna a morte è necessaria l’autorizzazione del Presidente Mahmoud Abbas.
— FONTI
- (Fonti: Ynetnews.com, 12/11/2008)
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