ANP: ABOLIZIONISTI CHIEDONO STOP ESECUZIONI
i partecipanti alla Seconda Conferenza Nazionale Palestinese per l’Abolizione della Pena di Morte,
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i partecipanti alla Seconda Conferenza Nazionale Palestinese per l’Abolizione della Pena di Morte, conclusasi a Ramallah, hanno chiesto una sospensione dell’uso della pena di morte fino alla sua totale eliminazione dall’ordinamento palestinese.
La Conferenza ha inoltre espresso la raccomandazione che la magistratura militare e quella civile siano completamente separate.
Il Direttore Esecutivo della Commissione Indipendente per i Diritti Umani (ICHR) Randa Siniora aveva aperto la Conferenza parlando a nome della Coalizione Palestinese Contro la Pena di Morte, esprimendo grave preoccupazione per le condanne capitali pronunciate dai tribunali palestinesi militari e civili.
“Sono sedici le condanne a morte emesse nel 2009 da tribunali militari palestinesi, delle quali tredici nella Striscia di Gaza e tre in Cisgiordania”, ha dichiarato Siniora. “Nonostante queste condanne non siano state eseguite, dal momento che il Presidente dell’Autorità Palestinese non le ha approvate, la continua pronuncia di questo tipo di condanne rappresenta una violazione dei diritti umani, in particolare dell’articolo sedici del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici”, ha aggiunto.
Il progetto della ICHR sulla pena di morte, finanziato dal Ministero degli Esteri britannico, ha come obiettivo l’abolizione della pena capitale in Palestina attraverso la riduzione del numero di reati capitali previsti dalle leggi vigenti nei Territori Palestinesi e la diminuzione delle condanne a morte pronunciate.
La Conferenza ha inoltre espresso la raccomandazione che la magistratura militare e quella civile siano completamente separate.
Il Direttore Esecutivo della Commissione Indipendente per i Diritti Umani (ICHR) Randa Siniora aveva aperto la Conferenza parlando a nome della Coalizione Palestinese Contro la Pena di Morte, esprimendo grave preoccupazione per le condanne capitali pronunciate dai tribunali palestinesi militari e civili.
“Sono sedici le condanne a morte emesse nel 2009 da tribunali militari palestinesi, delle quali tredici nella Striscia di Gaza e tre in Cisgiordania”, ha dichiarato Siniora. “Nonostante queste condanne non siano state eseguite, dal momento che il Presidente dell’Autorità Palestinese non le ha approvate, la continua pronuncia di questo tipo di condanne rappresenta una violazione dei diritti umani, in particolare dell’articolo sedici del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici”, ha aggiunto.
Il progetto della ICHR sulla pena di morte, finanziato dal Ministero degli Esteri britannico, ha come obiettivo l’abolizione della pena capitale in Palestina attraverso la riduzione del numero di reati capitali previsti dalle leggi vigenti nei Territori Palestinesi e la diminuzione delle condanne a morte pronunciate.
— FONTI
- (Fonti: Maannews.net, 19/12/2009)
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