Amnesty International ha riportato che due uomini sono a rischio di imminente esecuzione nello Yemen.
Amnesty International ha riportato che due uomini sono a rischio di imminente esecuzione nello Yemen.
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Amnesty International ha riportato che due uomini sono a rischio di imminente esecuzione nello Yemen. Ismail Lutef Huraish, 47 anni, e suo cugino Ali Mussara’a Muhammad Huraish, 37, erano stati condannati a morte nel 2000 per un omicidio commesso nel 1998.
Le condanne, confermate dalla Corte Suprema a gennaio 2004, sono ora al vaglio del Presidente ´Ali ´Abdullah Saleh, l’unico in grado di garantire la grazia. Se il Presidente ratificherà le sentenze gli uomini potrebbero essere giustiziati da un momento all’altro. Secondo quanto riportato da Amnesty uno dei due imputati, Ismail, che è sordo, non avrebbe beneficiato di un interprete del linguaggio dei segni ed è stato condannato solo sulla base della ‘confessione’ del cugino.
Dato che le autorità non hanno provveduto a fornire un’interprete, Ismail non ha potuto intervenire in alcun momento del processo a suo carico. La sua colpevolezza è dunque stata decisa apparentemente solo in base alle dichiarazioni di Ali Mussara’a Muhammad Huraish rilasciate durante l’interrogatorio e nel corso del processo. L’aver mancato nel provvedere a trovare un interprete per Ismail è una violazione dell’art. 337 del codice penale yemenita che dichiara che gli imputati non udenti devono avere accesso ad una traduzione nel linguaggio dei segni.
Le condanne, confermate dalla Corte Suprema a gennaio 2004, sono ora al vaglio del Presidente ´Ali ´Abdullah Saleh, l’unico in grado di garantire la grazia. Se il Presidente ratificherà le sentenze gli uomini potrebbero essere giustiziati da un momento all’altro. Secondo quanto riportato da Amnesty uno dei due imputati, Ismail, che è sordo, non avrebbe beneficiato di un interprete del linguaggio dei segni ed è stato condannato solo sulla base della ‘confessione’ del cugino.
Dato che le autorità non hanno provveduto a fornire un’interprete, Ismail non ha potuto intervenire in alcun momento del processo a suo carico. La sua colpevolezza è dunque stata decisa apparentemente solo in base alle dichiarazioni di Ali Mussara’a Muhammad Huraish rilasciate durante l’interrogatorio e nel corso del processo. L’aver mancato nel provvedere a trovare un interprete per Ismail è una violazione dell’art. 337 del codice penale yemenita che dichiara che gli imputati non udenti devono avere accesso ad una traduzione nel linguaggio dei segni.
— FONTI
- (Fonti: Amensty International, 01/12/2006)
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