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AFGHANISTAN

alla vigilia del sesto anniversario della Giornata Mondiale contro la pena di morte...

alla vigilia del sesto anniversario della Giornata Mondiale contro la pena di morte...

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alla vigilia del sesto anniversario della Giornata Mondiale contro la pena di morte, Reporter Senza Frontiere sottolinea che questa arcaica forma di punizione, il cui uso rappresenta un oltraggio ai diritti umani e politici, è ancora attuata nei confronti dei giornalisti e di coloro che difendono il libero pensiero. Il caso più emblematico risulta oggi essere l’Afghanistan, che, paradossalmente, è sotto la sorveglianza di potenti democrazie parlamentari. Sayed Perwiz Kambakhsh, un giovane studente giornalista, collaboratore del giornale Jahan-e Naw ("Nuovo Mondo"), si trova in una cella della prigione di Kabul aspettando il risultato di un interminabile appello contro la sua condanna per blasfemia. Tra appena una settimana, precisamente il 17 ottobre, inizierà il suo secondo anno di detenzione, che, di per sé, rappresenta una terribile punizione per una persona il cui crimine è stato semplicemente aver scaricato e conservato articoli riguardanti il ruolo delle donne nella società islamica. Un referto medico conferma che è stato torturato durante la detenzione.
FONTI
  • (Fonti: Reporters Sans Frontieres, 09/10/2008)