al termine della ripetizione della fase di sentenza (quella in cui viene determinata l’entità della pena)...
al termine della ripetizione della fase di sentenza (quella in cui viene determinata l’entità della pena), George Martin è stato di nuovo condannato a morte
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al termine della ripetizione della fase di sentenza (quella in cui viene determinata l’entità della pena), George Martin è stato di nuovo condannato a morte.
Martin è accusato di aver ucciso, nell’ottobre 1995, la propria moglie, Hammoleketh Jackson Martin, 33 anni, per intascare l’assicurazione sulla vita.
Processato nel maggio 2000, una giuria popolare aveva raccomandato 8-4 che Martin venisse condannato all’ergastolo senza condizionale. Nel luglio di quell’anno, invece, il giudice Ferrill McRae della Mobile County Circuit Court, aveva emesso una condanna a morte, ritenendo che le modalità dell’omicidio, la donna era stata arsa viva, costituissero automaticamente l’aggravante della “particolare odiosità, atrocità o crudeltà”.
Lo scorso anno la Corte Suprema di stato aveva ordinato la ripetizione della fase di sentenza, ricordando al giudice il dovere di tenere in “grande considerazione” l’opinione della giuria popolare, che sostanzialmente equivale ad una circostanza attenuante in grado di controbilanciare le aggravanti. Venerdì il giudice McRae ha detto di aver riflettuto bene su tutti gli elementi del processo e sulle raccomandazioni indirizzategli dalla Corte Suprema, ma di ritenere tuttora che “la morte è l’unica sentenza appropriata”. Martin, ex poliziotto, ha ora 47 anni.
Martin è accusato di aver ucciso, nell’ottobre 1995, la propria moglie, Hammoleketh Jackson Martin, 33 anni, per intascare l’assicurazione sulla vita.
Processato nel maggio 2000, una giuria popolare aveva raccomandato 8-4 che Martin venisse condannato all’ergastolo senza condizionale. Nel luglio di quell’anno, invece, il giudice Ferrill McRae della Mobile County Circuit Court, aveva emesso una condanna a morte, ritenendo che le modalità dell’omicidio, la donna era stata arsa viva, costituissero automaticamente l’aggravante della “particolare odiosità, atrocità o crudeltà”.
Lo scorso anno la Corte Suprema di stato aveva ordinato la ripetizione della fase di sentenza, ricordando al giudice il dovere di tenere in “grande considerazione” l’opinione della giuria popolare, che sostanzialmente equivale ad una circostanza attenuante in grado di controbilanciare le aggravanti. Venerdì il giudice McRae ha detto di aver riflettuto bene su tutti gli elementi del processo e sulle raccomandazioni indirizzategli dalla Corte Suprema, ma di ritenere tuttora che “la morte è l’unica sentenza appropriata”. Martin, ex poliziotto, ha ora 47 anni.
— FONTI
- (Fonti: Mobile Register, Montgomery Advertiser, 17/06/2005)
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