Ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione, la persona umana è sacra e inviolabile,
Ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione, la persona umana è sacra e inviolabile,
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Ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione, la persona umana è sacra e inviolabile, e le autorità statali hanno l’obbligo assoluto di rispettarla e proteggerla. L’articolo 3 prevede il diritto alla vita, che non può essere violato senza un giusto procedimento legale, il che significa che un’applicazione limitata della pena capitale può essere considerata costituzionale.
In base all’articolo 22 della Costituzione, è prerogativa del Presidente di concedere la grazia e commutare le pene. Né la grazia né una commutazione possono essere concesse per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
La pena di morte è prevista per i seguenti reati: omicidio aggravato, sequestro di persona, stupro, rapina a mano armata, terrorismo, sabotaggio, avvelenamento, tradimento, spionaggio, genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, reati militari.
In precedenza, la pena di morte era prevista anche per reati contro il patrimonio pubblico e per stregoneria. Il nuovo Codice penale del 2010 prevede ancora la pena di morte, ma la abolisce per questi due reati.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel gennaio del 1981, quando sono stati fucilati sei alti funzionari dello Stato.
Attualmente, non ci sono prigionieri nel braccio della morte e, almeno negli ultimi anni, nessuno è stato condannato a morte.
Il Governo della Repubblica Centrafricana è stato rovesciato da un colpo di stato militare nel marzo del 2003. Il Generale François Bozizé ha preso il potere sostituendo Ange-Felix Patassé, che nel 1993 era diventato Presidente nelle prime elezioni democratiche del Paese e successivamente confermato nel 1999. Le elezioni presidenziali del maggio 2005 hanno confermato al potere Bozizé con più del 64% dei voti al secondo turno.
Il 24 aprile 2003, il Presidente François Bozizé ha graziato 25 persone condannate a morte in contumacia, dopo il colpo di stato del maggio 2001. Il 13 ottobre 2008, il Presidente ha promulgato un’amnistia generale per tutti i crimini commessi dal 2005, anche se i crimini internazionali sono stati esclusi.
All’inizio del 2013 la Repubblica Centrafricana è stata scossa da forti instabilità e ribellioni di un gruppo chiamato Seleka. Dopo un fallito trattato di pace con i ribelli, Bozizé ha lasciato il Paese il 24 marzo 2013, fuggendo in Camerun attraverso la Repubblica Democratica del Congo.
Durante il Riesame Periodico Universale della Repubblica Centroafricana nel 2009 da parte del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, la delegazione del Paese ha dichiarato che la questione della soppressione della pena di morte era all’ordine del giorno; tuttavia, ha ribadito, la maggioranza era ancora a favore a causa dell’alto tasso di criminalità. Il Consiglio ha chiesto alla Repubblica Centrafricana di abolire la pena di morte e di ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici volto all’abolizione.
Il 26 ottobre 2012, la Repubblica Centrafricana è stata obiettivo di una missione di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale volta a sostenere il processo abolizionista sul piano interno e a ottenere il voto favorevole sulla Risoluzione ONU pro-moratoria. Durante l’incontro con il Ministro della Giustizia Jacques M’Bosso, la delegazione è stata informata che il Consiglio dei Ministri aveva approvato il 9 ottobre un disegno di legge per abolire la pena di morte dal codice penale e che a breve il testo sarebbe stato trasmesso all’Assemblea Nazionale per la sua definitiva adozione. La delegazione ha concluso la sua missione incontrando il Primo Ministro Faustin-Archange Touadera, il quale ha assicurato che la Repubblica Centrafricana avrebbe votato a favore della Risoluzione sulla Moratoria universale delle esecuzioni. Il Primo Ministro ha inoltre espresso la volontà politica di mettere in atto tutti gli strumenti giuridici a disposizione per cancellare la pena di morte nel Paese, confermando gli impegni presi dal suo governo davanti al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU relativi all’abolizione della pena di morte e alla ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. La delegazione Radicale ha anche visitato due carceri nella capitale Bangui, quello femminile di Bimbo e quello maschile di Ngaragba. Le condizioni di detenzione sono estremamente dure, con le celle sovraffollate e i beni di prima necessità, tra cui cibo, vestiti e medicine, insufficienti.
Il 20 dicembre 2012, la Repubblica Centrafricana ha votato a favore della Risoluzione per una Moratoria sull’Uso della Pena di Morte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel 2007, nel 2008 e nel 2010 il Centrafrica si era astenuto.
In base all’articolo 22 della Costituzione, è prerogativa del Presidente di concedere la grazia e commutare le pene. Né la grazia né una commutazione possono essere concesse per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra.
La pena di morte è prevista per i seguenti reati: omicidio aggravato, sequestro di persona, stupro, rapina a mano armata, terrorismo, sabotaggio, avvelenamento, tradimento, spionaggio, genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, reati militari.
In precedenza, la pena di morte era prevista anche per reati contro il patrimonio pubblico e per stregoneria. Il nuovo Codice penale del 2010 prevede ancora la pena di morte, ma la abolisce per questi due reati.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel gennaio del 1981, quando sono stati fucilati sei alti funzionari dello Stato.
Attualmente, non ci sono prigionieri nel braccio della morte e, almeno negli ultimi anni, nessuno è stato condannato a morte.
Il Governo della Repubblica Centrafricana è stato rovesciato da un colpo di stato militare nel marzo del 2003. Il Generale François Bozizé ha preso il potere sostituendo Ange-Felix Patassé, che nel 1993 era diventato Presidente nelle prime elezioni democratiche del Paese e successivamente confermato nel 1999. Le elezioni presidenziali del maggio 2005 hanno confermato al potere Bozizé con più del 64% dei voti al secondo turno.
Il 24 aprile 2003, il Presidente François Bozizé ha graziato 25 persone condannate a morte in contumacia, dopo il colpo di stato del maggio 2001. Il 13 ottobre 2008, il Presidente ha promulgato un’amnistia generale per tutti i crimini commessi dal 2005, anche se i crimini internazionali sono stati esclusi.
All’inizio del 2013 la Repubblica Centrafricana è stata scossa da forti instabilità e ribellioni di un gruppo chiamato Seleka. Dopo un fallito trattato di pace con i ribelli, Bozizé ha lasciato il Paese il 24 marzo 2013, fuggendo in Camerun attraverso la Repubblica Democratica del Congo.
Durante il Riesame Periodico Universale della Repubblica Centroafricana nel 2009 da parte del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, la delegazione del Paese ha dichiarato che la questione della soppressione della pena di morte era all’ordine del giorno; tuttavia, ha ribadito, la maggioranza era ancora a favore a causa dell’alto tasso di criminalità. Il Consiglio ha chiesto alla Repubblica Centrafricana di abolire la pena di morte e di ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici volto all’abolizione.
Il 26 ottobre 2012, la Repubblica Centrafricana è stata obiettivo di una missione di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale volta a sostenere il processo abolizionista sul piano interno e a ottenere il voto favorevole sulla Risoluzione ONU pro-moratoria. Durante l’incontro con il Ministro della Giustizia Jacques M’Bosso, la delegazione è stata informata che il Consiglio dei Ministri aveva approvato il 9 ottobre un disegno di legge per abolire la pena di morte dal codice penale e che a breve il testo sarebbe stato trasmesso all’Assemblea Nazionale per la sua definitiva adozione. La delegazione ha concluso la sua missione incontrando il Primo Ministro Faustin-Archange Touadera, il quale ha assicurato che la Repubblica Centrafricana avrebbe votato a favore della Risoluzione sulla Moratoria universale delle esecuzioni. Il Primo Ministro ha inoltre espresso la volontà politica di mettere in atto tutti gli strumenti giuridici a disposizione per cancellare la pena di morte nel Paese, confermando gli impegni presi dal suo governo davanti al Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU relativi all’abolizione della pena di morte e alla ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. La delegazione Radicale ha anche visitato due carceri nella capitale Bangui, quello femminile di Bimbo e quello maschile di Ngaragba. Le condizioni di detenzione sono estremamente dure, con le celle sovraffollate e i beni di prima necessità, tra cui cibo, vestiti e medicine, insufficienti.
Il 20 dicembre 2012, la Repubblica Centrafricana ha votato a favore della Risoluzione per una Moratoria sull’Uso della Pena di Morte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel 2007, nel 2008 e nel 2010 il Centrafrica si era astenuto.
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