AFGHANISTAN. DIETROFRONT DEL SENATO SU CONDANNA SAYED
il Senato afgano ha ritirato il proprio sostegno alla condanna a morte
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il Senato afgano ha ritirato il proprio sostegno alla condanna a morte emessa due settimane fa nei confronti del giornalista Sayed Pervez Kambaksh, 23 anni, accusato di blasfemia e diffamazione dell’Islam.
“La Camera Alta riconosce i diritti degli imputati, incluso quello di avvalersi di un avvocato difensore e di presentare appello”, è scritto nel comunicato del Senato, che definisce l’appoggio precedentemente espresso alla condanna capitale come un “errore tecnico”.
Di parere opposto sono gli islamici fondamentalisti, secondo cui Kambaksh non ha diritto all’appello, essendo stato riconosciuto colpevole del reato religioso di blasfemia.
Per i familiari del giovane giornalista, il processo è stato “sommario e a porte chiuse”, inoltre Sayed non ha potuto disporre di un avvocato difensore.
“La Camera Alta riconosce i diritti degli imputati, incluso quello di avvalersi di un avvocato difensore e di presentare appello”, è scritto nel comunicato del Senato, che definisce l’appoggio precedentemente espresso alla condanna capitale come un “errore tecnico”.
Di parere opposto sono gli islamici fondamentalisti, secondo cui Kambaksh non ha diritto all’appello, essendo stato riconosciuto colpevole del reato religioso di blasfemia.
Per i familiari del giovane giornalista, il processo è stato “sommario e a porte chiuse”, inoltre Sayed non ha potuto disporre di un avvocato difensore.
— FONTI
- (Fonti: UPI, 02/02/2008)
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