AFGHANISTAN. CORTE SUPREMA TERRA’ IN CONSIDERAZIONE VOLONTA’ FAMIGLIA CUTULI NEI CASI ZAR JAN E REZA KHAN
"Noi teniamo molto in considerazione le volontà dei familiari di Maria Grazia Cutuli, queste loro richieste sono molto influenti", ha dichiarato una fonte interna alla Corte Suprema afghana all’indomani dell’arresto di Mohamed Zar Jan, presunto capo
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"Noi teniamo molto in considerazione le volontà dei familiari di Maria Grazia Cutuli, queste loro richieste sono molto influenti", ha dichiarato una fonte interna alla Corte Suprema afghana all’indomani dell’arresto di Mohamed Zar Jan, presunto capo della banda che nel novembre 2001 uccise in Afghanistan quattro giornalisti, compresa l’inviata del Corriere della Sera.
In occasione della condanna capitale emessa nello scorso novembre contro un secondo uomo, Reza Khan, per la stessa strage, i familiari di Maria Grazia Cutuli hanno espresso la loro contrarietà alla pena di morte, chiedendo per Khan la commutazione della condanna capitale in pena detentiva.
"Mohamed è stato appena preso e non possiamo sapere attualmente né quando si farà il processo né con quale condanna si concluderà, sebbene rischi anche la pena capitale", ha continuato la fonte della Corte Suprema, aggiungendo che “al termine dei procedimenti penali e dell'eventuale sentenza emessa dai tribunali di Kabul, toccherà comunque al Presidente Hamid Karzai controfirmare
l'eventuale condanna a morte dell'imputato. Spetterà solo al Presidente l'ultima parola".
In occasione della condanna capitale emessa nello scorso novembre contro un secondo uomo, Reza Khan, per la stessa strage, i familiari di Maria Grazia Cutuli hanno espresso la loro contrarietà alla pena di morte, chiedendo per Khan la commutazione della condanna capitale in pena detentiva.
"Mohamed è stato appena preso e non possiamo sapere attualmente né quando si farà il processo né con quale condanna si concluderà, sebbene rischi anche la pena capitale", ha continuato la fonte della Corte Suprema, aggiungendo che “al termine dei procedimenti penali e dell'eventuale sentenza emessa dai tribunali di Kabul, toccherà comunque al Presidente Hamid Karzai controfirmare
l'eventuale condanna a morte dell'imputato. Spetterà solo al Presidente l'ultima parola".
— FONTI
- (Fonti: Apcom, Adn, 06/06/2005)
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