AFGHANISTAN: CONDANNATO A MORTE PER L’OMICIDIO DI UNA GIORNALISTA
un tribunale di Kabul ha annunciato che l'agente di polizia afghano accusato di aver ucciso il fotografo
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un tribunale di Kabul ha annunciato che l'agente di polizia afghano accusato di aver ucciso il fotografo dell’Associated Press Anja Niedringhaus e ferito il corrispondente dell’AP Kathy Gannon è stato riconosciuto colpevole e condannato a morte.
Si è trattato del primo processo sul caso e, secondo la legge afghana, il verdetto e la sentenza saranno soggetti a diverse revisioni.
Sei giudici del Tribunale distrettuale di Kabul hanno giudicato l'ex comandante dell'unità di polizia afghana Naqibullah colpevole di omicidio e tradimento per l'attentato nella città sudorientale di Khost che ha avuto come obiettivo giornalisti che si preparavano a coprire il primo turno delle elezioni presidenziali nel Paese. I giudici hanno inoltre condannato Naqibullah, identificato con un solo nome come tanti altri afghani, a quattro anni di carcere per il ferimento della Gannon.
I giudici hanno deliberato il 22 luglio, nel corso di un'udienza di due ore che ha seguito indagini della polizia durate tre mesi.
Naqibullah, rappresentato da un avvocato difensore fornitogli da un'associazione legale, ha sostenuto davanti ai giudici prima della condanna di "non essere una persona normale." Tuttavia, i giudici hanno respinto la sua affermazione dopo che l’imputato ha fornito il suo nome, età e data corretta. Naqibullah avrebbe respinto le accuse dei giudici secondo cui una volta si è recato in Pakistan per essere addestrato dagli estremisti, dicendo di aver solo ricevuto cure mediche in quel Paese. Il Presidente dell'Afghanistan deve firmare qualsiasi ordine di esecuzione. Naqibullah può presentare appello entro 15 giorni ad un secondo tribunale e infine alla Corte Suprema.
Gannon e Niedringhaus viaggiavano a Khost sotto la protezione delle forze afghane e si trovavano nel quartiere generale distrettuale di polizia in un villaggio ai margini della città il 4 aprile quando, secondo testimoni, Naqibullah si avvicinò alla loro auto gridando "Allahu Akbar" - Dio è grande - e sparando con un fucile d'assalto Kalashnikov. Naqibullah si arrese subito dopo l'attacco.
Testimonianze e resoconti ufficiali ritengono la sparatoria non premeditata. Naqibullah in tribunale non ha spiegato il motivo per cui ha aperto il fuoco.
La Niedringhaus, 48 anni, morì all’istante, mentre la Gannon, 61 anni, fu raggiunta da tre colpi e oggi deve ancora completamente riprendersi.
Si è trattato del primo processo sul caso e, secondo la legge afghana, il verdetto e la sentenza saranno soggetti a diverse revisioni.
Sei giudici del Tribunale distrettuale di Kabul hanno giudicato l'ex comandante dell'unità di polizia afghana Naqibullah colpevole di omicidio e tradimento per l'attentato nella città sudorientale di Khost che ha avuto come obiettivo giornalisti che si preparavano a coprire il primo turno delle elezioni presidenziali nel Paese. I giudici hanno inoltre condannato Naqibullah, identificato con un solo nome come tanti altri afghani, a quattro anni di carcere per il ferimento della Gannon.
I giudici hanno deliberato il 22 luglio, nel corso di un'udienza di due ore che ha seguito indagini della polizia durate tre mesi.
Naqibullah, rappresentato da un avvocato difensore fornitogli da un'associazione legale, ha sostenuto davanti ai giudici prima della condanna di "non essere una persona normale." Tuttavia, i giudici hanno respinto la sua affermazione dopo che l’imputato ha fornito il suo nome, età e data corretta. Naqibullah avrebbe respinto le accuse dei giudici secondo cui una volta si è recato in Pakistan per essere addestrato dagli estremisti, dicendo di aver solo ricevuto cure mediche in quel Paese. Il Presidente dell'Afghanistan deve firmare qualsiasi ordine di esecuzione. Naqibullah può presentare appello entro 15 giorni ad un secondo tribunale e infine alla Corte Suprema.
Gannon e Niedringhaus viaggiavano a Khost sotto la protezione delle forze afghane e si trovavano nel quartiere generale distrettuale di polizia in un villaggio ai margini della città il 4 aprile quando, secondo testimoni, Naqibullah si avvicinò alla loro auto gridando "Allahu Akbar" - Dio è grande - e sparando con un fucile d'assalto Kalashnikov. Naqibullah si arrese subito dopo l'attacco.
Testimonianze e resoconti ufficiali ritengono la sparatoria non premeditata. Naqibullah in tribunale non ha spiegato il motivo per cui ha aperto il fuoco.
La Niedringhaus, 48 anni, morì all’istante, mentre la Gannon, 61 anni, fu raggiunta da tre colpi e oggi deve ancora completamente riprendersi.
— FONTI
- (Fonti: AP, 23/07/2014)
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