8 MARZO. NESSUNO TOCCHI CAINO LO DEDICA ALLE DONNE IRANIANE
accogliendo un appello del Premio Nobel iraniano Shrin Ebadi, Nessuno tocchi Caino ha deciso di dedicare l'8 marzo alle donne iraniane ed in particolare alle attiviste arrestate domenica scorsa.
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accogliendo un appello del Premio Nobel iraniano Shrin Ebadi, Nessuno tocchi Caino ha deciso di dedicare l'8 marzo alle donne iraniane ed in particolare alle attiviste arrestate domenica scorsa.
Elisabetta Zamparutti, tesoriera di Nessuno tocchi Caino e di Radicali Italiani, l'unico partito a guida tutta al femminile, ha in proposito dichiarato:
"E' alle iraniane che pagano il prezzo altissimo di dover vivere in una vera e propria teocrazia, come tale misogina, che dedichiamo la giornata dell'8 marzo. L'Iran è, dopo la Cina, il secondo paese al mondo per numero di esecuzioni dove sono innanzitutto le donne a subire le più gravi violazioni dei principi minimi di diritto internazionale a partire dal ricorso alla lapidazione per reati di adulterio o il raggiungimento della maggiore età delle bambine a 9 anni. Ma non saranno certo i mullah iraniani al Governo a poter assicurare nel paese il pieno riconoscimento e rispetto dei diritti umani e civili delle donne. E' dalla Comunità internazionale che deve giungere l'impegno a far rispettare innanzitutto il diritto all'esistenza delle sue cittadine e dei suoi cittadini assicurando quei diritti democratici e di libertà che sono elementi fondanti la comunità internazionale di cui oggi noi tutti ci riconosciamo e ci sentiamo parte attiva".
Elisabetta Zamparutti, tesoriera di Nessuno tocchi Caino e di Radicali Italiani, l'unico partito a guida tutta al femminile, ha in proposito dichiarato:
"E' alle iraniane che pagano il prezzo altissimo di dover vivere in una vera e propria teocrazia, come tale misogina, che dedichiamo la giornata dell'8 marzo. L'Iran è, dopo la Cina, il secondo paese al mondo per numero di esecuzioni dove sono innanzitutto le donne a subire le più gravi violazioni dei principi minimi di diritto internazionale a partire dal ricorso alla lapidazione per reati di adulterio o il raggiungimento della maggiore età delle bambine a 9 anni. Ma non saranno certo i mullah iraniani al Governo a poter assicurare nel paese il pieno riconoscimento e rispetto dei diritti umani e civili delle donne. E' dalla Comunità internazionale che deve giungere l'impegno a far rispettare innanzitutto il diritto all'esistenza delle sue cittadine e dei suoi cittadini assicurando quei diritti democratici e di libertà che sono elementi fondanti la comunità internazionale di cui oggi noi tutti ci riconosciamo e ci sentiamo parte attiva".
— FONTI
- (Fonti: NtC, 07/03/2007)
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