Nessuno tocchi Caino
COREA DEL NORD

24 gennaio- 21 giugno 2002: l'esule nordcoreana Lee...

24 gennaio- 21 giugno 2002: l'esule nordcoreana Lee Soon-ok ha descritto davanti alla Commissione statunitense sulla Libertà Religiosa Internazionale quella che ha definito la repressione di Pyongyang ai danni della libertà religiosa e dei diritti umani

2 MIN DI LETTURA
24 gennaio- 21 giugno 2002: l'esule nordcoreana Lee Soon-ok ha descritto davanti alla Commissione statunitense sulla Libertà Religiosa Internazionale quella che ha definito la repressione di Pyongyang ai danni della libertà religiosa e dei diritti umani.
Lee, che ha passato cinque in un campo di prigionia nordcoreano per oppositori politici ed è fuggita nella Corea del Sud nel 1997, ha raccontato che alcune detenute incinte sono state obbligate ad aborti tardivi mediante iniezioni di soluzioni saline nel grembo.
Il 21 giugno 2002, davanti alla Commissione di inchiesta del Senato, Lee Soon-ok ha reso una testimonianza ancora più dettagliata sulle condizioni di vita a Kaechon e in altri campi di prigionia del regime comunista dove decine di migliaia di prigionieri sono morti di fame, sottoposti a tortura e esecuzioni sommarie.
La signora Lee ha parlato anche di armi chimiche e batteriologiche sperimentate direttamente sui detenuti, i quali sarebbero stati anche torturati con l'elettricità e l'acqua e usati come bersagli dalle guardie che praticavano arti marziali.
Esecuzioni pubbliche di "elementi anti-partito" e "reazionari" sono state effettuate con una certa frequenza a Kaechon, dove non era inconsueto per i detenuti essere spinti al suicidio.
La donna ha parlato anche di esecuzioni segrete effettuate in piccole camere a tenuta stagna dove i prigionieri venivano introdotti e poi la temperatura regolata fino a picchi letali di caldo e freddo.
Questo tipo di esecuzioni avvenivano a "mezzanotte, senza processo e i cadaveri seppelliti in un luogo vicino la prigione".
Almeno 6.000 detenuti erano morti da quando lei era finita in carcere fino al suo rilascio avvenuto cinque anni dopo.
"Un migliaio di detenuti morivano ogni anno e la prigione veniva rifornita regolarmente di altri prigionieri sicché potessero essere rispettate le quote annuali." Jack Rendler, vice presidente della Commissione USA per i Diritti Umani nella Corea del Nord, ha stimato che circa 400.000 detenuti sono morti nei campi di prigionia nordcoreani dal 1972.
FONTI
  • (Fonti: Joins.Com, 26/01/2002; The Guardian, 19/07/2002)