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ARCHIVIO · TRATTATO

1 GENNAIO 1999

Risoluzione del Parlamento Europeo per una Moratoria Universale delle Esecuzioni

Approvata a Strasburgo il 18 novembre 1999

Il Parlamento europeo,
  • viste le sue precedenti risoluzioni sulla pena di morte,
  • visto il memorandum dell´Unione europea alla 54a Assemblea generale delle Nazioni Unite,
  1. considerando che la pena capitale continua a essere applicata in numerosi paesi,
  2. ribadendo che l´abolizione della pena di morte rappresenta una tappa fondamentale verso il rafforzamento della dignità umana e il progressivo sviluppo e rispetto dei diritti dell´uomo,
  3. profondamente preoccupato in relazione alla minaccia di esecuzione che pesa su migliaia di persone nel mondo, ma incoraggiato dal fatto che il numero dei paesi favorevoli all´abolizione è in costante aumento,
  4. valutando ancora una volta positivamente l´iniziativa che il Consiglio ha preso a nome dell´UE, in occasione della 54a Assemblea generale delle Nazioni Unite, riguardo alla moratoria delle esecuzioni capitali,
  5. allarmato a seguito della condanna a morte del cittadino spagnolo Joaqu´n José Mart´nez, pronunciata nel 1997 da un tribunale della Florida (Stati Uniti), e in vista della sentenza che la Corte suprema della Florida è chiamata a pronunciare sul ricorso in appello presentato dalla difesa del condannato, sulla base delle numerose irregolarità che secondo quest´ultima sarebbero state commesse,
  6. considerando che il giornalista Mumia Abu Jamal è stato condannato a morte nel dicembre 1982, che la richiesta di revisione del processo è stata sinora respinta e che l´esecuzione, prevista per il 2 dicembre 1999, è stata rinviata,
  7. considerando il caso di Larry Robison, la cui esecuzione negli USA è stata rinviata a causa di dubbi sulla sua sanità mentale,
  8. preoccupato in relazione alla frequenza con cui, negli Stati Uniti, si giustiziano cittadini la cui innocenza viene poi dimostrata,
  1. esprime profondo rammarico per il fatto che, al momento dei negoziati in sede di Assemblea generale delle Nazioni Unite, non siano sussistite le condizioni necessarie all´adozione di una risoluzione sulla moratoria delle esecuzioni capitali;
  2. esprime la propria delusione in relazione al fatto che la Presidenza finlandese del Consiglio si sia vista costretta a chiedere il rinvio dell´esame della risoluzione in cui si chiede l´istituzione di una moratoria delle esecuzioni capitali in vista della loro abolizione totale;
  3. sollecita tutti gli Stati membri e la Presidenza del Consiglio a far ricorso a ogni mezzo perché si giunga alla votazione di una moratoria delle esecuzioni capitali durante la sessione in corso, sottolineando che il raggiungimento di questo obiettivo in seno alle Nazioni Unite rappresenterebbe un apprezzabile passo avanti nella prospettiva dell´abolizione della pena capitale;
  4. chiede alle istituzioni dell´Unione europea di fare pressione sugli Stati Uniti perché sospendano le esecuzioni;
  5. chiede che Joaqu´n José Mart´nez sia nuovamente giudicato, con le debite garanzie processuali, e che la sua esecuzione sia definitivamente sospesa;
  6. chiede alla Corte federale della Pennsylvania di commutare la pena di morte a cui è stato condannato Mumia Abu Jamal; incarica la propria delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti di sollevare la questione nel prossimo incontro con i parlamentari americani;
  7. chiede ai membri del Board of Pardons and Paroles del Texas e al Governatore George Bush Jr. di dar prova di clemenza verso Larry Robison e di commutare la sua pena;
  8. lancia un appello alla Corte suprema degli Stati Uniti perché si conformi agli obblighi che le derivano dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e sia abolita la pena di morte per i reati commessi da minori;
  9. chiede al Consiglio di esaminare, nel quadro dei negoziati sugli accordi con i paesi terzi, la possibilità di inserire nella clausola "diritti dell´uomo" l´abolizione della pena di morte;
  10. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché al Presidente della Commissione per i diritti dell´uomo delle Nazioni Unite, al parlamento e al governo degli Stati Uniti, al Governatore dello Stato di Pennsylvania, alla Corte federale della Pennsylvania, al governatore e al Board of Pardons and Paroles del Texas e alla Corte suprema della Florida.