ARCHIVIO · TRATTATO
1 GENNAIO 1999Risoluzione 1187 (1999) dell´Assemblea Parlamentare del Consiglio d´Europa
Adottata dalla Commissione Permanente, a nome dell´Assemblea il 26 maggio 1999.
EUROPA: UN CONTINENTE LIBERO DALLA PENA DI MORTE
- L´Assemblea, facendo riferimento alle Risoluzioni 1044 (1994) e 1097 (1996), riafferma il convincimento che l´applicazione della pena di morte costituisce una pena inumana e degradante e una violazione del più importante dei diritti umani, il diritto alla vita. Essa riconferma, dunque, l´opinione che la pena capitale non ha spazio nelle società civilizzate, democratiche e governate dalla legalità.
- L´Assemblea è incoraggiata dal fatto che il numero di esecuzioni negli stati membri del Consiglio d´Europa è in costante diminuzione - dalle 18 del 1997 (di cui 13 avvenute in Ucraina e 5 nella Federazione Russa, in Cecenia) si è passati ad una sola esecuzione nel 1998 (nella Federazione Russa, in Cecenia).
- L´Assemblea è altrettanto confortata da recenti sviluppi positivi in molti stati membri. È soddisfatta del fatto che, dopo la ratifica da parte di Belgio e Grecia, trenta stati membri hanno ratificato il Protocollo n. 6. Inoltre, dopo la firma da parte di Regno Unito e Lituania, solo cinque stati membri non sono firmatari del Protocollo: Albania, Bulgaria, Cipro, Polonia e Turchia. L´Assemblea inoltre si congratula con Bulgaria, Cipro, Estonia, Lituania, Polonia e Georgia (stato richiedente) per la totale abolizione della pena di morte dal loro diritto interno, ed esprime il proprio rammarico per i cinque stati membri che mantengono ancora la pena di morte nei loro codici - Albania, Lettonia, Federazione Russa, Turchia e Ucraina.
- L´Assemblea, tuttavia, è preoccupata per i quattro stati membri, ossia Albania, Federazione Russa, Lettonia e Ucraina, in cui ci sono ancora prigionieri nel braccio della morte in violazione dell´impegno, da loro assunto, di abolire la pena di morte entro un certo periodo dall´adesione al Consiglio d´Europa.
- In particolare, l´Assemblea condanna con estrema durezza le esecuzioni che hanno avuto luogo in Cecenia come conseguenza di un´interpretazione fondamentalista della Sharia. L´Assemblea invita le autorità responsabili a rispettare la moratoria sulle esecuzioni istituita dalla Federazione Russa.
- Questi stati membri devono capire che l´Assemblea non ha intenzione di riconsiderare i loro impegni in relazione all´abolizione della pena di morte. Al contrario, l´Assemblea userà ogni mezzo a sua disposizione per garantire che gli impegni liberamente assunti dagli stati siano rispettati.
- L´Assemblea, dunque, chiede ad Albania, Lettonia, Federazione Russa e Ucraina di ratificare il Protocollo n. 6 alla Convenzione Europea dei diritti umani, di non condurre esecuzioni in nessun caso, di commutare la pena a tutti coloro che sono stati condannati a morte non appena la pena capitale sia stata abolita. Riconosce gli sforzi dei membri del Parlamento lettone in questa direzione, e li esorta a perseguire l´abolizione totale della pena di morte.
- L´Assemblea inoltre sollecita tutti gli stati membri del Consiglio d´Europa che non l´hanno ancora fatto, a firmare e/o ratificare il Protocollo n. 6 alla Convenzione Europea dei diritti umani, affinché l´Europa possa entrare nel terzo millennio come continente libero da esecuzioni, e dalla pena di morte.
- Infine l´Assemblea decide - e invita l´intero Consiglio d´Europa, compreso il Consiglio dei Ministri, a fare altrettanto - di offrire piena assistenza agli stati membri che trovino difficoltà nell´abolizione della pena di morte, in particolare divulgando informazioni e organizzando seminari per promuovere maggiore consapevolezza, al fine di assicurare sostegno da parte di organizzazioni governative e non governative.
