Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · DOCUMENTO

1 GENNAIO 1999

Mozione del Senato Italiano sulla Moratoria delle Esecuzioni (1-00363)

Approvata all´unanimità il 25 febbraio 1999

Il Senato, premesso:
  • che il Governo italiano nel 1997 e nel 1998 ha sottoposto alla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali e per l´abolizione della pena di morte;
  • che la proposta italiana è stata approvata a larga maggioranza di voti nel corso delle due sessioni della Commissione per i diritti umani e il numero dei paesi cosponsor dell´iniziativa è notevolmente aumentato da un anno all´altro passando dai 49 cosponsor del 1997 ai 65 del 1998;
  • che in attuazione della mozione 1-00273 approvata dal Senato il 16 luglio 1998 il Governo italiano ha chiesto all´Unione europea di presentare quest´anno alla Commissione per i diritti umani la risoluzione abolizionista e la Germania, presidente di turno dell´Unione, ha già avviato i negoziati con i partner europei per decidere un testo comune da presentare durante i lavori della 55a Commissione per i diritti umani;
  • che la situazione relativa alla pena di morte nel mondo è sensibilmente migliorata poiché dal Rapporto 1998 di Nessuno tocchi Caino emerge che dei 185 membri delle Nazioni Unite sono divenuti abolizionisti 82 paesi (di cui 59 sono totalmente abolizionisti, 16 abolizionisti per crimini ordinari e 7 impegnati ad abolire la pena di morte nei confronti del Consiglio d´Europa), mentre 26 sono gli abolizionisti di fatto e solo 77 i paesi mantenitori;
  • che ciò consente di poter aumentare il numero dei paesi cosponsor della risoluzione che l´Unione europea presenterà alla prossima Commissione per i diritti umani e di poter approvare un testo abolizionista più forte nei contenuti di quelli approvati nelle due precedenti sessioni;
  • che in vista della prossima Commissione per i diritti umani di Ginevra (marzo-aprile 1999) e in vista anche del voto dell´Assemblea generale delle Nazioni Unite (settembre-dicembre 1999) è necessario continuare l´opera di sensibilizzazione a favore della risoluzione per la moratoria attraverso anche l´invio di missioni in paesi di vari continenti, come è già stato fatto con successo con le delegazioni del Senato inviate in questi anni in Russia, negli Stati Uniti, nelle Filippine, a Ginevra e, recentemente, alla conferenza alla New York University dove si è potuto verificare l´impegno degli ambasciatori della Germania e della Finlandia alle Nazioni Unite per una presentazione in quella sede della risoluzione contro la pena di morte da parte dell´Unione europea in quanto tale;
  • che il diniego di estradizione nei casi di reati capitali si sta rilevando sempre più come un fondamentale strumento di pressione politica abolizionista che l´Italia, a partire dai casi di Pietro Venezia nel 1995-96 e di Ocalan nel 1998, ha indicato e usato per prima;
  • che esiste ormai una consuetudine internazionale che vieta categoricamente l´applicazione della pena di morte nei confronti dei minori al momento del crimine per cui devono considerarsi nulle quelle riserve apposte all´articolo 6 del Patto sui diritti civili e politici che tale divieto prescrive;
  • che dopo le risoluzioni approvate dalla Commissione per i diritti umani occorre rafforzare il ruolo della Nazioni Unite a sostegno del processo abolizionista consentendo in particolare all´Alto Commissario per i diritti umani di acquisire maggiori informazioni sulla pena di morte nel mondo e di intervenire tempestivamente nei casi capitali in modo da poter formulare raccomandazioni che vadano nel senso dell´abolizione,
Impegna il Governo a continuare ad assicurare il contributo determinante dell´Italia anche in occasione della prossima Commissione per i diritti umani, in particolare:
  1. attivandosi in modo che aumenti considerevolmente il numero dei paesi cosponsor della risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali e l´abolizione della pena di morte che quest´anno verrà presentata dall´Unione europea;
  2. operando nel corso dei negoziati a 15 in modo che siano inseriti nella prossima risoluzione un paragrafo relativo al divieto per gli Stati abolizionisti di estradare in caso di reati capitali, uno relativo alla richiesta di ritirare le riserve all´articolo 6 del Patto internazionale sui diritti civili e politici in materia di pena di morte nei confronti dei minori, uno relativo alla richiesta rivolta agli stati mantenitori di fornire all´Alto Commissario per i diritti umani le informazioni relative alla data delle sentenze e delle esecuzioni capitali e uno relativo alla richiesta agli uffici dell´Alto Commissario di sviluppare programmi di consulenza e assistenza tecnica nel campo dei diritti umani con particolare riferimento all´abolizione della pena di morte.
(Salvato, Gasperini, La Loggia, Maceratini, Marino, Napoli Roberto, Pieroni, Pinto, Rigo, Salvi, De Luca Athos, Fumagalli Carulli, Milio, Scopelliti)