Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · COMUNICATO STAMPA

16 AGOSTO 2002

FALUN GONG: LA CAMBOGIA DEPORTA DUE PRATICANTI IN CINA VIOLANDO LE NORME INTERNAZIONALI SUI RIFUGIATI

La polizia cambogiana, sotto pressione dell’ambasciata cinese a Phnom Penh, ha deportato una coppia di cinesi che vivevano e lavoravano nella capitale della Cambogia e che avevano lo status di rifugiati ONU.Li, Guojun e sua moglie Zhang Xinyi sono ex residenti di Changsha City. Sono fuggiti dalla Cina e si sono trasferiti a Phnom Penh dopo che il Presidente cinese Jiang Zemin ha lanciato una campagna di repressione nei confronti del Falun Gong nel luglio 1999.La coppia secondo le fonti sarebbe ora detenuta in un centro di detenzione a Changsha City, la capitale della provincia cinese dell’Hunan. Non si conoscono le loro condizioni. Durante i tre anni di dura repressione del movimento Falun Gong, avviata da Jiang Zemin, la coppia è stata torturata e incarcerata perché rinunciasse al proprio credo spirituale. Fonti interne alla Cina parlano di più di 1,600 decessi causati da abusi della polizia nei confronti di praticanti del Falun Gong detenuti.Per l’associazione Nessuno tocchi Caino: "Siamo di fronte ad una palese violazione, da parte della Cambogia su pressione cinese, dello status di rifugiato ONU. I due coniugi rischiano di essere torturata a causa del loro credo spirituale ed è proprio a garanzia di questi diritti che è stato istituito l’Alto Commissario dell’ONU per i rifugiati. E’ urgente che le Nazioni Unite intervengano e che anche il Governo italiano sollevi il caso in sede bilaterale e multilaterale. "