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ARCHIVIO · DOCUMENTO

1 GENNAIO 1999

Dichiarazione Congiunta dei Paesi Mantenitori sulla pena di morte

Lettera inviata al Presidente del Consiglio Economico e Sociale il 22 luglio 1999

Algeria, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Bahamas, Bahrein, Bangladesh, Barbados, Brunei, Burundi, Cina, Corea (Repubblica Democratica di), Egitto, Emirati Arabi Uniti, Eritrea, Filippine, Ghana, Giamaica, Giappone, Giordania, Guinea Equatoriale, Guyana, Indonesia, Iran, Iraq, Kenya, Kuwait, Libano, Libia, Maldive, Malesia, Mauritania, Mongolia, Myanmar, Niger, Nigeria, Oman, Qatar, Ruanda, Saint Lucia, Singapore, Siria, Sudan, Suriname, Swaziland, Tanzania, Togo, Trinidad e Tobago, Vietnam, Yemen e Zimbabwe Vorremmo si prendesse atto ufficialmente della nostra dissociazione dalla Risoluzione 1999/61 sulla pena di morte approvata dalla Commissione per i Diritti Umani, per le seguenti ragioni:
  1. Non c´è consenso internazionale sull´abolizione della pena di morte. L´articolo 6, paragrafo 2 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici afferma che "la pena di morte può essere inflitta solo per i delitti più gravi." Questo è ribadito anche nella dichiarazione congiunta contenuta nel documento E/1998/95, in cui 54 delegazioni si sono dissociate dalla risoluzione della Commissione per i Diritti Umani 1998/8. Questa posizione è stata inoltre espressa nella dichiarazione congiunta contenuta nel documento E/1997/106, nel quale 34 delegazioni si sono dissociate da una Risoluzione analoga della Commissione per i Diritti Umani (Risoluzione 1997/12), e nella lettera congiunta allegata al documento E/CN.4/1998/156 in cui 51 delegazioni avevano espresso le loro riserve prima dell´adozione della risoluzione 1998/8 della Commissione per i Diritti Umani.
  2. La pena di morte è stata spesso considerata una questione attinente ai diritti umani, in quanto diritto alla vita del detenuto condannato. Questo però deve essere controbilanciato dai diritti delle vittime e dal diritto della comunità a vivere in pace e sicurezza.
  3. Il problema se si debba o no abolire la pena di morte andrebbe attentamente esaminato da ogni singolo stato, valutando a pieno i sentimenti del popolo, il livello di criminalità, e le strategie di lotta alla criminalità. Non è appropriato prendere decisioni universali su questo argomento, né discuterne nell´ambito di un´organizzazione internazionale.