ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
15 GENNAIO 2002CONGO: PROCESSO KABILA;NESSUNO TOCCHI CAINO, NO A ESECUZIONI
APPELLO A FIGLIO KABILA E MINISTRO FRATTINI
(ANSA) - ROMA, 15 GEN - La pena di morte ´´e´ perdita non solo del nostro senso di umanita´ ma anche del nostro vivere civile´´. Nessuno tocchi Caino ha inviato un appello al Presidente della Repubblica democratica del Congo Joseph Kabila contro le 26 condanne a morte pronunciate nei confronti degli assassini del padre Laurent Kabila, ucciso due anni fa. Nessuno tocchi Caino si e´ rivolta anche al Ministro degli esteri Franco Frattini per chiedere che l´Italia in sede bilaterale e multilaterale, in particolare nei confronti dell´Unione europea, intervenga nei confronti di Kabila perche´ siano evitate queste 26 esecuzioni e sia estesa anche ai reati eccezionali la moratoria delle esecuzioni che e´ in vigore nella RDC dal 1999 per crimini ordinari. Nel corso di un incontro svoltosi oggi all´Ambasciata della Repubblica democratica del Congo a Roma, Sergio d´Elia ed Elisabetta Zamparutti di Nessuno tocchi Caino hanno consegnato nelle mani dell´incaricato d´affari Ngoie Benoie una lettera appello al Presidente Kabila che þ e´ stato assicurato - sara´ trasmessa immediatamente alla capitale del Congo. Nessuno tocchi Caino nell´appello a Kabila chiede di dare - proprio in un caso cosi´ difficile perche´ lo coinvolge personalmente - un segnale positivo alla Comunita´ internazionale e che sia applicata una giustizia non vendicativa. ´´La pena di morte (si legge nell´appello) e´ perdita non solo del nostro senso di umanita´ ma anche del nostro vivere civile. E la giustizia nella sua dimensione umana, senza la grazia, senza la pieta´, e´ una giustizia monca, letteralmente spietata´´. (ANSA).
