ARCHIVIO · COMUNICATO STAMPA
6 NOVEMBRE 2002AMINA E LE ALTRE
Nessuno tocchi Caino chiede ai media, alle forze politiche e a tutti i cittadini sensibili alla causa abolizionista di dedicare l’attenzione e l’impegno dei prossimi mesi a quattro Amine iraniane sconosciute, innominate, dimenticate.Amina, nonostante la condanna a morte, non si trova in nessuna prigione, è libera di muoversi e potrà svezzare sua figlia Wasila fino al 2004 come ha stabilito la sentenza islamica. Quattro donne iraniane di cui è stato possibile sapere solo i nomi - Sima, Shanas, Ferdous e Ashraf - possono invece essere giustiziate da un momento all’altro.Nelle settimane scorse, il Presidente nigeriano Olusegun Obasanjo ha pubblicamente e solennemente rassicurato la Comunità Internazionale che Amina Lawal non sarà lapidata e che avrà giustizia così come l’ha avuta Safiya Hussaini. Nei giorni scorsi, il governo federale ha affermato che non vi saranno mai in Nigeria lapidazioni. Le stesse autorità del Katsina hanno precisato che dopo la condanna in Katsina ha diritto a un altro appello islamico e a ricorrere poi alla corte di appello federale e, semmai, a quella suprema nigeriana. Inoltre, anche se venisse riconosciuta colpevole nel giudizio finale, la donna può chiedere le sia risparmiata la vita in base alla legge islamica e non essere arrestata per l’esecuzione della sentenza.Ciononostante continua la campagna internazionale contro la Nigeria e si preannunciano fiaccolate per una sentenza di morte che non sarà mai eseguita. Nessuna protesta, nessun boicottaggio, nessuna proposta di rottura di relazioni economiche addirittura da parte dell’Unione europea si leva contro le lapidazioni, le impiccagioni e le decapitazioni che sono all’ordine del giorno in Iran, in Iraq, in Arabia Saudita e in altri paesi del mondo islamico dove regimi illiberali usano il Corano per impedire qualsiasi processo democratico. Mentre una non-lapidazione si traduce in una "lapidazione" di un presidente contrario alle lapidazioni, molti casi come quelli di Amina continuano a consumarsi nell’Iran del presidente Khatami dove diciassette donne sono state già lapidate nella indifferenza generale e altre quattro attendono nelle carceri iraniane il giorno della loro lapidazione. E’ a loro che Nessuno tocchi Caino chiede di dedicare energie anche per abbattere quei regimi che le pietre le scagliano davvero.
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