ARCHIVIO · COMUNICATO STAMPA
7 MARZO 20017/03/2001: NESSUNO TOCCHI CAINA. UN 8 MARZO DEDICATO A TUTTE LE DONNE CONDANNATE A MORTE E GIUSTIZIATE NEL MONDO. NEI PRIMI MESI DEL 2001 GIA’ 6 DONNE GIUSTIZIATE E ALMENO 9 CONDANNATE
AUTORE: UFFICIO STAMPA: TEL. 06/68979202 - 0335/6153305
Roma 7 marzo 2001: Nessuno tocchi Caino dedica l´8 marzo a tutte le donne dimenticate nei bracci della morte e sui patiboli del mondo. In particolare l´associazione lancia una petizione per Marietta Bosch una donna, sud africana, condannata a morte in Botswana per omicidio. Sui tavoli della Lista Bonino e dal sito www.nessunotocchicaino.it da domani per tutta la settimana si potrà firmare la petizione rivolta al Presidente del Botswana Fetus Mogae, l´unico che ora può decidere un atto di clemenza. Marietta Bosch , di 50 anni, è la prima donna bianca che rischia l´impiccagione in Botswana. E´ stata condannata dalla Corte d´Appello - formata dai giudici del Commonwealth, sir John Blufeld, inglese, Lord Weir, scozzese, Timothy Aguda, nigeriano, Patrick Tebbutt, sudafricano ed un altro dello Zimbabwe - che il 30 gennaio ha confermato la sentenza capitale nei confronti di Marietta Bosch, pronunciata in primo grado nel febbraio 2000. Avrebbe ucciso Maria Wolmaranas, la sua migliore amica, in modo da poter sposare il marito della vittima.
È singolare che giudici di paesi europei abolizionisti applichino al di fuori dei loro confini la pena di morte nei confronti della signora Bosch. Ai Capi di Stato dei loro paesi di origine Nessuno tocchi Caino ha rivolto un appello perché intervengano sul Presidente Fetus Mogae.
Ma come Marietta Bosch vi sono centinaia di donne nei bracci della morte. A tutte loro Nessuno tocchi Caino dedica l´8 marzo perché questa festa si rinnovi e si arricchisca di nuovi contenuti. Occuparsi della pena di morte nei confronti delle donne significa denunciare anche le discriminazioni legate alle ragioni delle loro condanne per lo più legate a reati sessuali. Anche per tutte loro Nessuno tocchi Caino è impegnata a rilanciare la campagna per la moratoria delle esecuzioni capitali all´ONU.
Donne e pena di morte nel 2001:
Esecuzioni Afghanistan: il 23 febbraio, due donne, Wakila e Sadofi sono state giustiziate pubblicamente di fronte a migliaia di persone nel campo sportivo Kandahar nel sud dell´Afganistan. Le donne erano state condannate secondo la legge della Shari´a per adulterio perché causa di corruzione morale e perversione sociale.
Arabia Saudita: il 15 gennaio, due donne, madre e figlia, sono state giustiziate per l´omicidio del marito e del padre di cui hanno bruciato il corpo nel deserto.
Cina: l´11 gennaio, Li Yufen, una donna ex manager di una compagnia, è stata condannata a morte per frode. Il 10 gennaio Liu Yixia, di 37 anni, ex cassiera della Scientific and Technological Development Foundation (CSTDF), è stata giustiziata per appropriazione indebita.
Iran: il 6 febbraio, il Consiglio nazionale della resistenza iraniana ha detto che dall´inizio dell´anno tre donne sono state condannate alla lapidazione. Il 16 gennaio la Corte Suprema ha confermato la pena di morte mediante lapidazione per Maryam Ayoubi, 31 anni, una donna condannata per aver ucciso suo marito e seppellito il corpo con l´aiuto dell´amante. Secondo la legge islamica, la donna sarà seppellita fino al petto, ma le sarà concesso di espiare una pena detentiva di 15 anni se, iniziata la lapidazione, riuscirà a sottrarsi ai colpi. Gli uomini sottoposti alla stessa punizione sono invece seppelliti fino alle ascelle per cui è più facile salvarsi.
Stati Uniti - Oklahoma: l´11 gennaio, Wanda Jean Allen è stata giustiziata per aver ucciso la sua amante. E´ stata la prima donna di colore giustiziata dal 1954.
Somalia: l´19 febbraio, due donne sono state condannate a morte per aver affermato di vivere insieme come marito e moglie e dunque riconosciute colpevoli di comportamento ´´contro natura´´ in base alla Sharia, cui si ispira il Codice penale somalo.
Tailandia: il 22 febbraio, Mua Wongsorn, di 60 anni è stata condannata a morte per traffico di droga.
È singolare che giudici di paesi europei abolizionisti applichino al di fuori dei loro confini la pena di morte nei confronti della signora Bosch. Ai Capi di Stato dei loro paesi di origine Nessuno tocchi Caino ha rivolto un appello perché intervengano sul Presidente Fetus Mogae.
Ma come Marietta Bosch vi sono centinaia di donne nei bracci della morte. A tutte loro Nessuno tocchi Caino dedica l´8 marzo perché questa festa si rinnovi e si arricchisca di nuovi contenuti. Occuparsi della pena di morte nei confronti delle donne significa denunciare anche le discriminazioni legate alle ragioni delle loro condanne per lo più legate a reati sessuali. Anche per tutte loro Nessuno tocchi Caino è impegnata a rilanciare la campagna per la moratoria delle esecuzioni capitali all´ONU.
Donne e pena di morte nel 2001:
Esecuzioni Afghanistan: il 23 febbraio, due donne, Wakila e Sadofi sono state giustiziate pubblicamente di fronte a migliaia di persone nel campo sportivo Kandahar nel sud dell´Afganistan. Le donne erano state condannate secondo la legge della Shari´a per adulterio perché causa di corruzione morale e perversione sociale.
Arabia Saudita: il 15 gennaio, due donne, madre e figlia, sono state giustiziate per l´omicidio del marito e del padre di cui hanno bruciato il corpo nel deserto.
Cina: l´11 gennaio, Li Yufen, una donna ex manager di una compagnia, è stata condannata a morte per frode. Il 10 gennaio Liu Yixia, di 37 anni, ex cassiera della Scientific and Technological Development Foundation (CSTDF), è stata giustiziata per appropriazione indebita.
Iran: il 6 febbraio, il Consiglio nazionale della resistenza iraniana ha detto che dall´inizio dell´anno tre donne sono state condannate alla lapidazione. Il 16 gennaio la Corte Suprema ha confermato la pena di morte mediante lapidazione per Maryam Ayoubi, 31 anni, una donna condannata per aver ucciso suo marito e seppellito il corpo con l´aiuto dell´amante. Secondo la legge islamica, la donna sarà seppellita fino al petto, ma le sarà concesso di espiare una pena detentiva di 15 anni se, iniziata la lapidazione, riuscirà a sottrarsi ai colpi. Gli uomini sottoposti alla stessa punizione sono invece seppelliti fino alle ascelle per cui è più facile salvarsi.
Stati Uniti - Oklahoma: l´11 gennaio, Wanda Jean Allen è stata giustiziata per aver ucciso la sua amante. E´ stata la prima donna di colore giustiziata dal 1954.
Somalia: l´19 febbraio, due donne sono state condannate a morte per aver affermato di vivere insieme come marito e moglie e dunque riconosciute colpevoli di comportamento ´´contro natura´´ in base alla Sharia, cui si ispira il Codice penale somalo.
Tailandia: il 22 febbraio, Mua Wongsorn, di 60 anni è stata condannata a morte per traffico di droga.
— ALTRI DOCUMENTI · COMUNICATO STAMPA
- 25 MARZO 200525/03/2001: LA COMMISSIONE DIRITTI UMANI DELL’ONU HA APPROVATO A RISOLUZIONE PER LA MORATORIA DELLE ESECUZIONI CAPITALI E L’ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE.
- 7 FEBBRAIO 2003NUOVO FILM DI ALAN PARKER: "THE LIFE OF DAVID GALE"
- 15 GENNAIO 2003KENYA: NESSUNO TOCCHI CAINO SALUTA L’ANNUNCIO DI VOLER ABOLIRE LA PENA DI MORTE
