ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
5 GIUGNO 20015/6/2001 In Texas annullata la condanna a morte di un minorato; L'UNITA'
La Corte suprema ha annullato la condanna a morte di Johnny Penry, un minorato mentale del Texas, affermando che ai giurati non fu spiegato adeguatamente il peso di questo handicap nella condotta omicida dell’imputato. Per gli avvocati, Penry ha la mente di un bambino di sette anni e ama giocare con gli album da colorare. Il caso è stato rinviato ad una corte d’appello federale. I giudici non hanno però preso una decisione sulla costituzionalità delle esecuzioni di minorati, sulla quale si pronuncerà esaminando il caso in autunno. Penry uccise Pamela Mosoley Carpenter nel 1979 in Texas. Per la Corte suprema, le istruzioni date alla giuria sulla condizione mentale di Penry furono «costituzionalmente inadeguate» e i giurati non furono così in grado di considerarla un’attenuante.Un appello a Bush per una moratoria di tutte le esecuzioni Capitali è stato presentato dall’associazione "Nessuno tocchi Caino» e firmato da personalità di tutto il mondo. Ecco il testo dell’appello:Presidente, noi sottoscritti, Le chiediamo di preservare la moratoria di fatto delle esecuzioni capitali a livello federale che dura negli stati Uniti d’America da 38 anni. Il Paese che Lei presiede è una federazione di Stati dei quali 38 mantengono la pena di morte e 12 non la prevedono nei loro ordinamenti.La moratoria delle esecuzioni federali sarebbe un buon compromesso tra gli abolizionisti e i mantenitori, un punto di incontro di posizioni diverse sulla pena di morte. Mai come in questi ultimi due anni, gruppi religiosi, organizzazioni pubbliche, uomini di cultura e cittadini americani hanno discusso della pena di morte, e gli stessi legislatori hanno preso in considerazione proposte di legge, anche a livello federale, per l’introduzione di una moratoria delle esecuzioni. Mantenere la moratoria di fatto a livello federale significherebbe onorare un così grande dibattito civile e politico che è in corso nel Suo paese.La moratoria delle esecuzioni capitali è sempre più un punto di vista anche della comunità internazionale. La Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, il 25 aprile del 2001, per il quinto anno consecutivo, ha stabilito che l’abolizione della pena di morte «contribuisce al rafforzamento della dignità umana e al progresso dei diritti della persona», ed ha chiesto agli Stati mantenitori di «stabilire una moratoria delle esecuzioni».La sospensione dell’esecuzione di Timothy McVeigh e di Juan Garla, nel rispetto di una tregua che dura da così tanto tempo, sarebbe una prima, importante risposta all’appello della comunità internazionale, e costituirebbe l’inizio di un dialogo con quei Paesi -124 su l96 -che nel mondo hanno rinunciato di diritto o di fatto a praticare la pena di morte.Hanno firmato tra gli altri Bernardo Bertolucci, Emma Bonino, Noam Chomsky, Peter Gabriel, David Grossman, Rita Levi Montalcini, Fernando Savater, Abraham B. Yehoshua. Per firmare ondine: www.nessunotocchicaino.it
