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4 LUGLIO 20014/7/2001 FALUN GONG: le 15 donne non possono essersi uccise; Adnkronos
Roma (adnkronos) - non si può assolutamente trattare di suicidio di massa, le 15 donne morte nel campo di lavoro cinese Wanjia, vicino alla città di Harbin, sono state torturate fino al morte. È la secca smentita del Falun Gong, lanciata attraverso il sito internet del movimento spirituale www.faluninfo.net, della spiegazione data dalle autorità cinesi sulla morte di 15 donne nel campo di rieducazione attraverso il lavoro, come sono chiamati i campi di lavoro in Cina, vicino ad Harbin, aggiungendo inoltre che un imprecisato numero di membri del movimento sono sotto cure mediche di emergenza per gravi ferite.Fonti citate dal sito affermano che è praticamente impossibile suicidarsi in questi campo di lavoro dato che vi è una sorveglianza 24 ore su 24, le stesse fonti poi hanno fatto notare come le centinaio di adepti del Falun Gong morti nelle meni della polizia siano tutti deceduti per problemi cardiaci o suicidio. Da notare tra l’altro che il movimento non ammette il suicidio, dato che si tratta della distruzione di una essere vivente: togliersi la vita o toglierla a qualcuno non è ammesso dalla settima lezione del libro " Zhuan Falun".Tra le vittime, denuncia ancora il sito del movimento spirituale dichiarato fuorilegge dal Pechino nel luglio del 1999, vi è anche un bambino di otto mesi torturato insieme alla madre. "il governo cinese vuole così nascondere i segni della tortura - afferma ancora il sito - le persone morte non possono più difendersi". E non possono essere neanche difese dai proprio familiari ai quali le salme vengono consegnate già cremate. I familiari devono inoltre firmare un documento nel quale si attesta che le morti dei loro cari non hanno nulla a che fare con il campo di lavoro.In seguito alla gravità di quanto accaduto, funzionari governativi sono giunti al campo di lavoro di Herbin per ispezionare il luogo. E sia le autorità del campo che i servizi segreti si sono dati da fare per coprire l’intera vicenda: il personale del campo non è stato autorizzato a tornare a casa, tutti hanno dovuto consegnare i telefono cellulari e ancora, non sono ammessi visitatori e ai telefoni del campo non risponde nessuno.Le fonti hanno anche denunciato che almeno 50 donne detenute nel campo che si sono rifiutate di scrivere un’autocritica e di scrivere che il Falun Gong è un errore, sono state gettate nelle celle del braccio maschile dove sono state ripetutamente stuprate. Le guardie del campo hanno anche costretto le donne a sedersi su sedie di ferro per oltre 14 ore al giorno, per 28 giorni e spesso sono rimaste in quelle condizioni anche giorno e notte. E le stesse guardie hanno ammesso che è impossibile muoversi dopo essere stati tanto tempo in quella posizione. Ed infine a coloro che si rifiutano di rinunciare a fare parte del Falun Gong, viene chiusa la testa in una busta di plastica e soffocato.La smentita del suicidio di massa è stata diffusa anche dall’associazione Nessuno tocchi Caino che denuncia la continua persecuzione del governo cinese contro il Falun Gong. L’associazione inoltre sottolinea che la notizia giunge a pochi giorni dal pronunciamento della Corte Suprema di un’interpretazione estensiva della nozione giuridica di omicidio, punibile con la pena di morte. Nessuno tocchi Caino continuerà a monitorare la situazione, auspicando che il governo italiano prenda atto della drammatica situazione.
