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3 LUGLIO 20013/7/2001 Suicidio di massa in un campo di lavoro cinese: Adnkronos
Hong Kong - (Adnkronos) - il Centro Informazioni del Movimento per i Diritti Umani e la Democrazia in Cima ha denunciato il suicidio di oltre 16 membri del movimento spirituale del Falun Gong, detenuti nel campo di lavoro Wanjia, situato vicino alla città di Harbin. Il movimento che ha base ad Hong Kong ha precisato che 16 donne detenute nel campo di lavoro hanno cercato di impiccarsi ed almeno dieci è certo che siano riuscite nell’intento. Le autorità cinesi hanno negato che si sia verificato un suicidio di massa nel campo di lavoro di Harbin.Il movimento di Hong Kong però insiste sostenendo che il suicidio di massa è stata una reazione dei detenuti alla decisione della autorità cinesi di allungare il periodo di menzione di tre o sei mesi. Un familiare di una detenuta avrebbe confermato il suicidio di Zhang Yulan, avvenuto il 20 giugno scorso, mentre la polizia locale ha riferito che sia Zhang che un’altra donna Zhao Yayun sono vive e stanno bene e che non vi è stato alcun suicidio di massa. Zhang Yulan, 55 anni di Mishan nella Cina nordorientale, era stata condannata a due anni di campi di lavoro per aver protestato tre volte a Pechino.Il movimento di Hong Kong ha aggiunto che le autorità cinesi hanno cercato e cercano di tenerlo segreto e che almeno 30 membri del Falun Gong hanno intrapreso lo sciopero della fame dopo essere stati picchiati. Oltre 200 membri del Falun Gong, dichiarato fuorilegge da Pechino nel luglio del 1999, sono morti in custodia della polizia cinese. Mentre secondo la base del movimento situata a New York e guidata da Li Hongzhi, almeno 15 donne sono state torturate fino alla morte nel campo di lavoro vicino ad Harbin e la storia del suicidio di massa è stata inventata dai cinesi nel tentativo di coprire le torture, compresi gli stupri.
