ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
3 APRILE 20013/4/2001 Bosch: Pena capitale: indice puntato su Sudafrica e Gran Bretagna; LINEA
Per l’esecuzione della sudafricana Marietta Bosch in Botswana, l’organizzazione contro la pena di morte "Nessuno tocchi Caino" accusa i giudici di Gran Bretagna e Sudafrica della corte d’appello che ha confermato la condanna all’impiccagione. I due magistrati, come cittadini di Paesi che hanno abolito la pena capitale, avrebbero dovuto rifiutarsi di applicarla. Secondo l’organizzazione, la responsabilità sono anche politiche e riguardano i governi inglese e sudafricano "che avrebberopotuto e dovuto intervenire nel caso". In un comunicato l’associazione ricorda che "esiste una risoluzione approvata dalla Commissione diritti umani dell’Onu che stabilisce il principio che la pena di morte è questione di diritti umani e che quindi è sottratta alla sovranità interna degli Stati".Bosch, 50 anni, era stata condannata nel febbraio dello scorso anno alla pena capitale per avere ucciso nel giugno del 1996 la sua migliore amica Maria Wolmarans. Qualche tempo dopo, la Bosch aveva sposato il vedovo della sua vittima. In gennaio una corte di giudici del Commonwealth ha respinto l’appello della Bosch giudicando sufficienti le prove del delitto.
