ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
24 GENNAIO 200124/1/2001 PENA DI MORTE: D'ELlA SOTTOLINEA IL RUOLO DI MANCINO; ADNKRONOS
IL COMITATO HA CREATO 'ATTENZIONE INCREDIBILE'
Roma, 24 gen. -(Adnkronos) -L’opera del Comitato del Senato contro la pena di morte ha creato "un’attenzione incredibile" in quei paesi, visitati da parlamentari italiani insieme a Nessuno tocchi Caino, dove vige la pena capitale o si rischia la re introduzione nel codice penale. Lo ha dichiarato all’Adnkronos il segretario generale di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia, ricordando in maniera forte, che il Comitato e’ nato su iniziativa dell’associazione che nel 1996 ha inviato al presidente del Senato, Nicola Mancino, una lettera nella quale si sottolineava l’urgenza dell’impegno del Senato nella campagna internazionale contro la pena di morte. "Non sono sufficienti -ha riferito D’Elia citando la lettera del ’96 le mozioni che impegnano il governo a portare all’Onu la proposta di moratoria delle esecuzioni. Bisogna andare nella terra degli infedeli, in Centro America, in Asia, in Russia e in Africa e per questo e’ necessario creare una task force".Il presidente Mancino, racconta ancora d’Elia, in pochi giorni ha dato il mandato alla senatrice Salvato di istituire il Comitato: "Parlamentari italiani sono andati insieme a Nessuno tocchi Caino nei paesi dove vige la pena di morte, o dove c’e’ il rischio di una re introduzione -ha sottolineato D’Elia ed il solo vedere arrivare parlamentari italiani e noi a chiedere non la chiusura di trattati commerciali, ma a chiedere diritti umani e l’abolizione della pena di morte, ha creato un’attenzione incredibile in questi paesi. Ed in altre nazioni arrivavamo preceduti dalla fama degli italiani che vanno a chiedere la moratoria delle esecuzioni capitali".PENA DI MORTE: D’ELIA SOTTOLINEA IL RUOLO DI MANCINO (2) =L’ANELLO DEBOLE DELLA CAMPAGNA PROPRIO L’EUROPA(Adnkronos) -D’Elia sottolinea anche come negli ultimi due anni di campagna abolizioni sta l’anello debole non siano state ne’ America, ne’Asia, ne’ l’Africa, ma l’Europa. "L’Ue che noi pensavamofosse l’anello forte di questa campagna di iniziative per la moratoria delle esecuzioni -ha detto D’Elia e’ arrivata ad essere l’anello debole e lo ha dimostrato la proposta di risoluzione presentata all’Assemblea Generale dell’Onu nel novembre ’99 e poi ritirata su pressioni cinesi ed americane".Secondo il segretario generale dell’associazione che da anni si batte per l’abolizione della pena capitale, non si tratta della cattiveria dei cinesi o degli americani: "E’ il coraggio delle proprie idee, dei propri programmi che manca, e’ scritto nei progetti dell’Ue l’abolizione della pena di morte attraverso una moratoria delle esecuzioni capitali. E’ necessario che il Senato si impegni soprattutto nei confronti dei Parlamenti e dei Governi dei paesi dell’Ue -ha concluso D’Elia sarebbe l’atto conclusivo, che potrebbe determinare il successo di una campagna internazionale ed in questosenso chiederemo al Senato un maggior impegno anche nei confronti del governo italiano".
