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23 GIUGNO 200123/6/2001 Pena di morte, l’Europa preme per il no; AVVENIRE
Oggi a Strasburgo la proclamazione solenne per una “moratoria universale”
STRASBURGO(AE.) Tre giorni per dire ancora una volta no alla pena di morte. Si sono aperti ieri mattina a Strasburgo i lavori del primo congresso mondiale convocato per iniziativa dell’Europarlamento del Consiglio d’Europa e dell’assemblea nazionale francese. Per tre giorni abolizionisti di tutto il pianeta partecipano al congresso, che si chiuderà domani con un lungo corteo silenzioso dal palazzo d’Europa fino alla cattedrale di Strasburgo.Oggi l’assise il congresso ospiterà un vertice parlamentare internazionale contro la pena di morte: presidenti e rappresentanze di 18 Parlamenti dei cinque Continenti, fra i quali il presidente della Camera dei deputati italiana Pierferdinando Casini, proclameranno una dichiarazione solenne per una moratoria universale delle esecuzioni capitali. Alle riunioni di Strasburgo partecipano anche numerose organizzazioni non governative (Ong) umanitarie, fra le quali la Comunità di Sant’Egidio, Nessuno tocchi Caino, Amnesty International, la federazione internazionale per i diritti umani. Fra i principali Paesi sotto accusa a Strasburgo sono 86 quelli dove esiste ancora la pena capitale -restano la Cina (quest’anno sono già 1.100 le condanne che sono state eseguite) l’Arabia Saudita, gli Usa, l’Iran; nazioni ai primi posti mondiali per il numero di esecuzioni.L’assise, al di là dei significati simbolici, si prefigge però obiettivi concreti. Perché, "la morte non è mai giustizia" ha detto aprendo i lavori del congresso di Strasburgo il segretario generale del Consiglio d’Europa Wolfgang Schwimmer che si è detto certo che «la pena di morte non comporti maggiore sicurezza, negli Usa non c’è maggiore sicurezza- ha detto -nonostante 3.700 detenuti siano in attesa dell’esecuzione" Michel Taube, a capo dell’associazione "Insieme contro la pena di morte", ha invece invitato parlamentari giuristi, abolizionisti di tutto il mondo a mettere a punto una strategia comune per abolire la pena di morte. Nel suo discorso Taube ha ricordato, in particolare agli avvocati presenti al Congresso, che la maggior parte dei condannati a morte sono poveri. "Invito i legali venuti da tutto il mondo di prendere le difese del nuovi condannati a morte detenuti nei bracci della morte degli Stati Uniti" ha detto ancora Taube.Tra le organizzazioni in prima linea da anni c’è anche la Comunità di Sant’Egidio, che ha già raccolto in varie parti del mondo oltre tre milioni di firme per l’abolizione della pena capitale. È una giornata mondiale contro la pena di morte "per aiutare le nuove generazioni a immaginare come possibile un mondo senza più pena di morte" è venuta proprio da uno dei responsabili della Comunità. Mario Marazziti. La proposta ha raccolto l’adesione di molte personalità. come Danielle Mitterand, presidente di France Libertes e dello stesso Michel Taube che ha indicato al segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, la data del 22 giugno di ogni anno, per ricordare l’appello solenne per una moratoria planetaria.Marazziti ha proposto anche una sorta di "globalizzazione" positiva del fenomeno istituendo una rete mondiale per lo scambio di informazioni coinvolgendo governi, Ong e singoli cittadini Marazziti ha anche citato il grande scrittore francese Albert Camus, secondo il quale "una esecuzione non è solamente morte: è diversa dalla privazione della vita almeno quanto un campo di concentramento è diverso da una prigione" La pena di morte -ha citato Marazziti -«contiene una dose ineliminabile di tortura perchè si muore dieci, cento, mille volte ogni giorno prima di morire, nella propria mente, nell’attesa".La pena capitale, ha aggiunto il rappresentante di Sant’Egidio, "non rende migliore nè lo Stato nè la società civile, semplicemente tenendo fuori, come intoccabili, i "peggiori" al contrario abbassa Stato e società civile all’altezza degli assassini".
