ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
23 GIUGNO 200123/6/2001 L’Europa unita contro la pena di morte; CORRIERE DELLA SERA
Primo congresso abolizionista a Strasburgo. Chiesta una moratoria delle esecuzioni
STRASBURGO -Il primo Congresso mondiale per l’abolizione della pena di morte, tenutosi tra il Consiglio d’Europa e l’Europarlamento di Strasburgo, ha generato due iniziative. Diciotto presidenti di assemblee parlamentari europee, tra cui l’italiano Pierferdinando Casini, hanno.chiesto una moratoria mondiale delle esecuzioni capitali agli Stati Uniti, alla Cina, al Giappone e agli altri Paesi che ancora ritengono di fare giustizia uccidendo un essere umano. Insieme contro la pena di morte, Comunità di Sant’Egidio, Amnesty International, Nessuno tocchi Caino e le altre organizzazioni attive sull’argomento hanno deciso di coordinarsi per creare una rete internazionale in grado di esercitare maggiori pressioni. Da questo accordo dovrebbe nascere una giornata mondiale contro la pena di morte e l’estensione dell’impegno degli abolizionisti in sede Onu.«Troppi appelli sono stati ignorati -ha detto Casini -Anche la voce del Sommo Pontefice è spesso rimasta inascoltata. Occorre perciò tutto il nostro impegno nell’opera di sensibilizzazione verso quei Paesi che purtroppo applicano la pena di morte». L’avvocato del leader curdo Abdullah Ocalan ha chiesto al governo di Ankara l’abolizione della pena capitale in una Turchia, che in Europa continua a mantenerla insieme alla Russia. Sotto accusa sono soprattutto gli Stati Uniti con Giappone e Cina. Il presidente dell’Assemblea nazionale francese, Raymond Forne, ha proposto di non concedere ai secerni di Washington e Tokyo il ruolo di "osservatori" presso il Consiglio d’Europa. La presidente dell’Europarlamento, Nicole Fontane, ha invitato il presidente Usa, Gorge Busch, a prendere esempio dai suoi predecessori Abramo Lincoln e John Kennedy, per quello che hanno fatto contro la schiavitù e le discriminazioni razziali. L’azione anti-Usa degli abolizionisti europei non dovrebbe trovare ostacoli nel nuovo governo di Silvio Berlusconi, che pur sembra intenzionato a sviluppare un rapporto di particolare sintonia con Bush. Casini esclude che l’Italia possa rimettere in discussione la sua linea di netta condanna della pena di morte: "l’amicizia con gli Stati Uniti è un punto fermo della politica italiana -ha dichiarato -.Ma questo non ci può impedire di dire che siamo in netto dissenso rispetto alla pena di morte". Ha definito «comprensibili» certe reazioni della gente contro il crimine. E ritiene necessario potenziare la sicurezza, se si vuole evitare che «il rischio gravissimo di una reazione emotiva». Possa rilanciare l’interesse per la pena capitale.Un po’ tutti gli intervenuti al Congresso di Strasburgo condividono l’inutilità delle esecuzioni per arginare la criminalità, nonché la preoccupazione per giudici che troppo spesso sbagliano. Lo hanno testimoniato personalmente tre ex condannati a morte, risultati innocenti. Sarae Menda, 76 anni, ha ricordato di aver passato 34 anni nel braccio della morte di una prigione giapponese, dove «potevano giustiziarmi ogni giorno»senza preavviso. Nell’83 è stato prosciolto dall’accusa di aver ucciso un monaco e sua moglie. Il texano Kerry Cook, 45 anni, ha passato 22 anni in attesa della pena capitale, comminatagli per stupro e omicidio di una ragazza. Alla base del suo dramma ha indicato la povertà della sua famiglia, che non era in grado di pagargli un avvocato. «Nei bracci della morte non si vedono bianchi ricchi», ha denunciato Cook, ricordando i 141 compagni di prigione che ha visto morire, nonostante «alcuni fossero innocenti».
