Nessuno tocchi Caino

ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA

23 GIUGNO 2001

23/6/2001: La lotta alla pena di morte si fa globale; OGGI NUOVO CASTELLI

Sono 40 i parlamenti che chiedono una “moratoria universale”

Molti consensi ma anche qualche polemica alla firma del Documento finale del I Congresso mondiale contro la pena di morte, che si conclude oggi con una manifestazione silenziosa di protesta attorno alla cattedrale di Strasburgo contro le esecuzioni capitali.il dato certamente più rilevante è che si è decisa la nascita di un «coordinamento» planetario di tutte le organizzazioni che lavorano per l’abolizione della pena di morte, una rete che intende dare più forza alla campagna soprattutto nei Paesi dove le organizzazioni della società civile sono più isolate. Nelle intenzioni dei firmatari si dovrebbe arrivare anche a celebrare annualmente una giornata mondiale per l’abolizione della pena di morte.La Dichiarazione finale definisce la pena di morte «il trionfo della vendetta sulla giustizia» e la violazione «del primo diritto di tutti gli esseri unani, quello alla vita». Oltretutto la pena capitale, si legge, non riesce neanche a essere dissuasiva. Essa è semplicemente «Un atto di tortura e l’ultimo trattamento crudele, invano e degradante». Le organizzazioni umanitarie chiedono anche l’immediata cessazione di condanne a morte per quanti sono minori al momento del crimine; che vengano esclusi dall’esecuzione capitale i minorati mentali; che gli Stati abolizionisti non accettino di estradare detenuti verso Paesi che applicano la pena di morte; infine che gli Stati diano regolarmente informazioni sui condannati a morte, le loro condizioni di detenzione e le esecuzioni.A dare forza alla Dichiarazione finale sta la firma del Parlamento europeo e di altri 12 presidenti di Parlamento (Pierferdinando Casini per l’Italia) in calce al documento che chiede la moratoria universale. Salgono così a 40 i Parlamenti nel mondo che aderiscono a questo documento-appello che chiede ai 72 Paesi che ancora applicano la pena capitale di «instaurare senza indugio una moratoria delle esecuzioni dei condannati a morte e di prendere iniziative per abolire la pena di morte».Le organizzazioni partecipanti al Congresso mondiale hanno anche chiesto ai Paesi europei di cercare alleanze con i Paesi abolizionisti per arrivare poi all’Assemblea generale dell’Onu ad approvare una moratoria. Ma qui nascono le prime polemiche: alcune organizzazioni, come «Nessuno tocchi Caino» avrebbero voluto che fosse data una scadenza precisa alla moratoria Onu delle esecuzioni. Altri, come Amnesty International, erano contrari. Alla fine è prevalsa la linea mediatrice della Comunità di Sant’Egidio, che fissa l’obiettivo della moratoria Onu senza però fissare un termine preciso.Nei giorni scorsi «Nessuno tocchi Caino» aveva anche polemizzato contro una certa tendenza a guardare soltanto le esecuzioni negli Stati Uniti, dimenticando quei Paesi, come la Cina, l’Iran, l’Iraq e l’ Afghanistan, responsabili per la maggior parte delle esecuzioni nel mondo. Ma ieri negli interventi dei parlamentari molti attacchi sono andati a senso unico contro Stati uniti e Giappone, al punto che il presidente dei deputati francesi, Raymond Forni, ha chiesto al Consiglio d’Europa di revocare lo statuto di osservatori concesso appena due anni fa ai due Paesi. Una voce fuori dal coro è stata quella della presidente dell’Europarlamento, Nicole Fontaine, che ha chiesto -a titolo personale -che non vengano assegnate le Olimpiadi del 2008 alla Cina, che dall’inizio dell’anno ha già eseguito 1.100 condanne.