ARCHIVIO · RASSEGNA STAMPA
23 GIUGNO 200123/6/2001 Casini. Vogliamo un mondo senza boia; CORRIERE DELLA SERA
A Strasburgo congresso contro la condanna capitale.
Un impegno globale contro la pena di morte, ma anche la responsabilità per i Paesi che l’hanno già abolita «per garantire l’effettiva sicurezza collettiva e giustizia penale», Cosi Gianfranco Casini, neo-presidente della Camera.ha esordito al primo Congresso mondiale contro la pena di morte, in corso in questi giorni a Strasburgo. Il Presidente della Camera ha spiegato la sua visione dell’Europa, della sicurezza interna e della lotta contro la pena di morte davanti ai rappresentanti di diciotto parlamenti nazionali, provenienti da cinque continenti diversi. Una grande kermesse organizzata dal Consiglio d’Europa e dal Parlamento europeo con l’obiettivo di lanciare un appello ai 72 Paesi che si ostinano a mantenere la pena capitale -tra gli altri gli Stati Uniti, la Cina, l’Arabia Saudita e I’Iran -e preparare il terreno per una moratoria mondiale, da firmare probabilmente in una prossima assemblea dell’Onu.Casini ha deplorato che troppi appelli contro l’abolizione della pena di morte nel mondo sono stati ignorati, «come la voce del Santo Pontefice, più volte risuonata nel passato anno giubilare». E ha aggiunto che per rendere questi appelli credibili «c’è un impegno che ci attende anche all’interno dei nostri Paesi per garantire l’effettività della sicurezza collettiva e della giustizia».Nicole Fontaine, presidente dell’europarlamento ha lanciato un monito a George W. Bush ricordandogli che «i veri uomini di Stato non seguono l’opinione pubblica, ma la spingono a superarsi, come Lincoln, che ha abolito la schiavitù e Kennedy le discriminazioni sociali». Sul fronte delle associazioni abolizioniste, Sergio D’Elia di Nessuno tocchi Caino ha criticato aspramente la riunione di Strasburgo «che non ha fissato nessun obiettivo politico, ne una data concreta per la firma della moratoria contro la pena di morte».
